NAPOLI - Una circolare applicativa del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risolleva il caso del trattenimento in servizio per i dirigenti statali oltre i 65 anni di età. Tuttavia, sarà decisione discrezionale delle amministrazioni accogliere le domande di propoga o risolvere unilateralmente i rapporti con i dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni di anzianità contributiva. «Se il Ministro Bondi intende salvaguardare lefficienza e la funzionalità del Ministero per i Beni e le attività culturali, la norma dei 4o anni di anzianità dovrà trovare necessariamente una applicazione differenziata», commenta il sindacato Uil di settore. Nella lista dei prossimi dirigenti "pensionabili" compaiono anche il soprintendente speciale del Polo museale napoletano, Nicola Spinosa e Piero Guzzo della soprintendenza speciale di Napoli e Pompei. Che manifestano reazioni opposte. «Il mio incarico di soprintendente è già stato proprogato di due anni e termina nel luglio 2010, quando ne avrò 67 - commenta Nicola Spinosa -. Decisioni del genere non andrebbero prese solo sulla base di un calcolo matematico. Si rischia infatti di destinare la dirigenza a nuovi funzionari con meno esperenza e privi di una radicata conoscenza del territorio». E solleva un interrogativo: «Per quale ragione professori universitari e dirigenti ricoprono il proprio ruolo anche oltre i 70 anni compiuti? Se un funzionario statale è ancora in grado di operare bene gli si dovrebbe accordare la possibilità di restare anche dopo i 40 anni di servizio, magari affiancandogli giovani qualificati, con competenze informatiche e nel campo della comunicazione». Il soprintendente speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, che compirà il sessantacinquesimo anno nellagosto del 2009, dal canto suo dichiara: «Il pensionamento dopo 40 anni di servizio? È una legge dello Stato, e va rispettata».