. L'antica Stabia non è solo questo, e il mondo che ha potuto ammirare le mostre composte di tutti i suoi tesori, lo sa bene. L'appuntamento per «svelare» la città è previsto per sabato, archeologi e storici parteciperanno al «Workshop Nazionale sul Patrimonio Archeologico di Stabiae» organizzato dalla fondazione Restoring Ancient Stabiae. Dall'Istituto per l'Archeologia e le Scienze Umane - conosciuto ai più con il nome di ex istituto dei Salesiani - alle antiche ville dove, nel corso di una visita guidata dalla direttrice degli scavi Giovanna Bonifacio saranno illustrate le ultime scoperte. Gli studiosi potranno così toccare con mano le bellezze di Villa Arianna e Villa San Marco. Esperti a confronto su un passato celebre e scambi di esperienze tra professori italiani. Coordinati da Thomas Noble Howe, docente di arte e storia dell'arte presso la Southwestern University di Georgetown in Texas gli studiosi discuteranno dei piani di sviluppo programmati dalla Soprintendenza archeologica di Pompei per il sito archeologico stabiese. Ad aprire i lavori l'aministrazione comunale che saluterà gli ospiti, poi gli interventi sostenuti dagli illustri personaggi del mondo accademico e culturale. Uno dei primi interventi sarà proprio quello del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, che passerà la parola al Direttore Generale dei Beni Archeologici del Ministero per i beni e le Attività Culturali Stefano De Caro, dopo una piccola pausa si tornerà a parlare di archeologia stabiese con le professoresse Hèlene Eristov e Nicole Blanc del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. Il Workshop, patrocinato dal ministero per i Beni e le Attività culturali, dal ministero dell'Università e della Ricerca, dalla Regione Campania e dal Comune di Castellammare di Stabia, si terrà presso la sede operativa della Fondazione, l'Istituto Internazionale Vesuviano per l'Archeologia e le Scienze Umane, un centro di studi e ricerche oltre che di accoglienza per gli studiosi che intendono lavorare alle «antiche rovine» stabiesi. «Il workshop ha come obiettivo principale la promozione sul panorama nazionale dell'area archeologica di Stabia fanno sapere dalla Ras ogni anno intendiamo rivolgerci al mondo universitario e della ricerca che punta a diffondere le attività di ricerca e sviluppo del sito di Castellammare». Per sabato sono attesi oltre novanta docenti e già cinquanta Università italiane hanno aderito ad «Archeostabiae». Percorrendo la storia delle ricerche archeologiche avvenute dal '700 a oggi l'antica Stabia risorge e con essa anche Castellammare che punta al rilancio del suo patrimonio dalle sale della «rinata» Reggia di Quisisana dove sarà allestito il museo archeologico. «Questo momento - dichiarano Pasquale Guerrieri e Antonella Riviccio, organizzatori dell'evento - offrirà l'occasione di discutere sulle prospettive future della collaborazione tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali, traendo spunto dall'esempio concreto offerto dall'attività della Fondazione Ras». «Otium Ludens» e «In Stabiano» le mostre messe in campo dalla Fondazione Restoring Ancient Stabiae e dalla Regione Campania. Mentre Otium Ludens, secondo il «The Times» è al quarto posto nella top ten delle migliori mostre al mondo per l'anno 2008, dovranno ancora girare il mondo gli ottomila reperti di «In Stabiano», la collezione allestita in occasione del 250esimo anniversario dell'inizio degli scavi borbonici che riportarono alla luce le ville dell'antica Stabiae e che il critico d'arte Giulio Carlo Argan definì «la più bella raccolta esistente, seconda solo a quella custodita al museo archelogico di Napoli», dopo quattro anni di successi all'estero adesso attendono di essere sistemati in un museo italiano.