denuncia in consiglio Buizza tuona: l'ex mensa in stile neogotico dell'ex Badoni doveva essere ceduta al Comune per spazi museali. Ma nessuno la reclama La storia si ripete: convenzioni urbanistiche stipulate anni fa, interventi terminati da un pezzo ma opere di urbanizzazione ancora non cedute al Comune. La lista è lunga, si va dai parcheggi in primo luogo, alle aree museali, le sale auditorium o i giardini pubblici. L'ultima denuncia è giunta l'altra sera in consiglio comunale dal consigliere del Pd Giorgio Buizza: qualcuno si è accorto che i lavori in corso Matteotti dell'edificio «Broletto», ex mensa in stile neogotico della Badoni, sono fermi dalla bellezza di sette mesi? «Le segnalazioni che mi sono giunte parlano di cantiere fermo dallo scorso marzo - ha denunciato Buizza - e quel cantiere nel cuore della città è pericoloso per i pedoni che devono scendere dal marciapiede e camminare su corso Matteotti particolarmente trafficato per tutta la giornata. Mi chiedo come sia possibile che le opere da cedere al Comune siano sempre le ultime a essere realizzate e spesso non siano nemmeno concluse. Chiedo all'amministrazione se abbia fatto controlli su quest'area e se abbia sollecitato la conclusione dei lavori perché io non credo che i beni del Comune siano meno importanti di quelli dei privati». L'edificio lungo corso Matteotti che ha dato il nome a tutto il comparto, in base alla convenzione che era stata stipulata vent'anni fa, doveva essere ristrutturato e non abbattuto perché di valore storico e artistico quindi vincolato dai beni architettonici. Datato 1850 circa era stato salvato dalle ruspe nell'ambito di riqualificazione dell'area per essere trasformato in spazio museale da cedere al Comune che lo avrebbe utilizzato per sistemare l'archivio storico dell'azienda Badoni, materiale preziosissimo per la storia industriale della città che da anni cerca una collocazione adeguata. Il progetto prevede che il Comune entri in possesso di un'area di 400 metri quadrati e un archivio sviluppato su tre piani: al piano terra ingresso e piccolo archivio, al secondo archivio vero e proprio e al terzo sala consultazioni. L'archivio storico che la città non ha mai avuto e che nonostante i lavori siano partiti un anno e mezzo fa rischia di non avere mai. «È sempre la stessa storia - rincara Buizza - penso ad esempio all'ex area Oasa ormai terminata dove il Comune avrebbe dovuto recuperare un piano di parcheggi pubblici interrati e anche uno spazio museale di 1000 metri quadrati e ancora non si è visto nulla. Stesso discorso per l'intervento in via san Nicolò dove era prevista la realizzazione di una parcheggio pubblico nell'ambito del progetto della casa di cura. Che fine hanno fatto queste opere? E perché il Comune non le sollecita? Chiedo impegni precisi. Inutile continuare a parlare di necessità di parcheggi - ha concluso - se non vengono resi disponibili quelli già esistenti». E in questo senso il sindaco Faggi a inizio seduta aveva annunciato «una serie di riflessioni sul piano parcamento per superare le difficoltà e rendere accessibili quei 4 o 5 parcheggi chiusi da sempre che devono essere messi a disposizione della cittadinanza». A questo punto si attendono sviluppi. Lorenza Pagano