Sei minuti per raccontare bellezze e eccellenze di Napoli, per riportare in primo piano il vero volto della città, per far ritrovare ai napoletani l'orgoglio di essere napoletani. Magia della musica di Pino Daniele e delle immagini. In sei minuti, subito dopo l'ingresso di Berlusconi e della Marcegaglia nella sala Newton di Città della Scienza e subito prima della relazione di Lettieri, Marco Godano ha commosso la platea di imprenditori accorsi a Bagnoli per la prima volta del presidente del Consiglio all'assemblea dell'Unione industriali di Napoli. Un'emozione intensa, sfociata in un lunghissimo applauso che è presto diventato una standing ovation quando Lettieri è salito sul palco e ha preso la parola. Un'emozione che non ha lasciato indifferente neanche Berlusconi, milanese doc nato e cresciuto nel cuore della Lombardia. «Ho visto un filmato stupendo - ha esordito il premier una volta sul palco - L'accelerazione dei miei battiti cardiaci dimostra ancora una volta come io sia un napoletano nato al Nord». Giù applausi. Da girare anche a Godano, regista del filmato con la sua «Mg vision», la società produttrice di servizi informatici alla quale la Confindustria napoletana ha affidato il compito di emozionare tutti. «Ma senza retorica», rivendica Godano, 58 anni, romano di origini napoletane. «Mia mamma è nata in una vecchia casa di via Medina - rivela in un tuffo nel passato - e la sua famiglia gestiva il lido "Le sirene" a Bagnoli. Sì, tornare qui è stato come tornare nei luoghi d'infanzia». Ma perché l'Unione industriali di Napoli ha affidato il ritratto della faccia pulita della città a un regista romano, seppur di origini napoletane? «Lavoro da anni con Confindustria - spiega Godano - Credo che la scintilla sia scoccata a Torino, quando i vertici dell'Assindustria piemontese mi commissionarono un filmato simile in occasione dell'ultimo intervento di Montezemolo in un convegno che si tiene ogni due anni. Poche settimane dopo, mi ha telefonato Lettieri chiedendomi un filmato simile per la sua città». Ispirato alla «suite musicale» di canzoni classiche napoletane «Napoli che canta», firmata da Giuni Russo per la versione in dvd dell'omonimo film muto girato nel 1926 da Roberto Roberti, padre del regista Sergio Leone, il filmato è diviso in tre capitoli e traccia le bellezze paesaggistiche, architettoniche e culturali della città e le sue eccellenze, in termini di industrie e di personaggi famosi. Così, tra istantanee del Vesuvio e di piazza del Plebiscito miscelate con un montaggio veloce in stile multivisione con i ritratti di Totò, Troisi e della Loren e proiettate in alta definizione sul maxischermo lungo dodici metri, Godano emoziona e colpisce, risvegliando quella napoletanità troppo spesso dimenticata o chiusa in un cassetto. «Sono reduce da un paio di notti insonni - sorride il regista romano - ma direi che ne è valsa la pena. Credetemi, questo lavoro l'ho fatto con il cuore». E nelle vene di Godano scorre sangue napoletano.