L'intervento una proposta da il «Bel Paese» «Perché la nostra Pescarenico può diventare un parco fluviale» Salvare i piccoli negozi questa è la scommessa Il commercio di vicinato migliora la qualità della vita (m. gal.) «Chiediamo al comune di pubblicare sul suo sito tutti i contributi ricevuti dalla città che riguardano il piano del governo del territorio». L'appello è del Bel Paese, la rete di associazioni che aveva presentato a luglio suggerimenti e suggestioni per il nuovo strumento urbanistico basati su un'immagine di Lecco che fa perno sulla riscoperta dei suoi torrenti, oggi cementati, e dimenticati. E lancia un'idea anche per reinventare una porzione di città al centro del dibattito in questi giorni: quella di Pescarenico, dove la messa in vendita dell'area dei vigili del fuoco, fra il fiume e l'area in via di dismissione della Icam, apre scenari interessanti sul futuro turistico della città: «Un'altra grande occasione per prefigurare una migliore prospettiva nella qualità della vita cittadina e una vera attrazione turistica. Perché non pensare che quest'area possa diventare un parco fluviale, valorizzando anche i luoghi manzoniani a Pescarenico e l'utilizzo polifunzionale dell'area Icam? Sarebbe il primo esemplare caso dove si abbatte invece di costruire». Stop al cemento Ma la rete di associazioni che annovera anche il Comitato contro il porto alle Caviate denuncia pure un pericolo: la città, in attesa di linee guida chiare sul suo futuro, è ancora in balìa di trasformazioni devastanti: «Di fronte ai ritardi, alla mancanza di informazioni e di dialogo con la cittadinanza in merito al processo di pianificazione avviato - sostiene infatti il Bel Paese -, si assiste da un lato all'accelerazione di interventi edificatori tendenti a saturare ogni area disponibile residua (vedi il progetto di abbattimento di villa Pazzini a Castello con la costruzione nel giardino di un enorme palazzo), dall'altro a una inesistente o inadeguata presa di posizione della Giunta di fronte a problematiche in sospeso o emergenti». Non è un caso dunque, secondo la rete di associazioni, che per quanto riguarda la qualità della vita Lecco sia crollata dai primi posti nelle retrovie della classifica stilata da Legambiente: «E' mancato da tempo, e continua a mancare, un coerente progetto politico di organizzazione urbanistica della città, mentre l'edificazione e gli interventi urbani rimangono frammentari e contraddittori, con pesanti ripercussioni negative sulla qualità ambientale e sulla mobilità urbana». I parcheggi Non si capisce quale sia la politica del Comune, dice il Bel Paese, osservando che molte convenzioni non vegono fatte rispettare con il risultato che molti posti auto sono sottratti alla cittadinanza. È il caso del parcheggio del Broletto che sarebbe utilissimo per i pendolari. E non si sa poi che cosa ha deciso la giunta per la costruzione dei posteggi in piazza Mazzini. «A nostro giudizio, per una corretta applicazione della regola di non attrarre auto al centro aprendo posteggi allo scopo di istituire un'area pedonale più allargata, questo progetto dovrebbe essere accantonato e nello stesso tempo si dovrebbe spostare verso l'esterno il posteggio pubblico all'Isolago (la cui realizzazione ha comportato che lungo via Cairoli c'è sempre una coda di veicoli con il motore acceso con buona pace per la qualità dell'aria)». Quarta torre? No «Altro elemento che peggiorerebbe la circolazione automobilistica è la ventilata realizzazione della quarta torre alle Meridiane, dove già ora la congestione automobilistica è una triste realtà quotidiana». Si lamenta la mancanza di spazi per i servizi culturali e sociali? Il Bel Paese si chiede cosa ne è dei locali della ex pizzeria Wall Street in via Belfiore al Caleotto, vicino all'istituto Fiocchi. «Da tempo sono entrati nella disponibilità del Comune come bene sottratto alla malavita organizzata ed è quindi doppiamente doveroso metterli a disposizione della collettività». Villa Eremo Il Bel Paese critica la scelta, «arrogante e veriticistica», dell'ex ospedale per il centro espositivo e museale «Non è stata valutata in un dibattito aperto alla città, per esempio, la grande occasione di rendere funzionale Villa Eremo con il suo giardino che per le sue valenze storiche e ambientali vi si presterebbe a meraviglia».
Per il piano del governo del territorio
Il Bel Paese, una rete di associazioni, ha presentato una proposta per il piano del governo del territorio di Lecco, che prevede la valorizzazione dei torrenti e la creazione di un parco fluviale a Pescarenico. L'area dei vigili del fuoco, fra il fiume e l'area in via di dismissione della Icam, potrebbe essere utilizzata per questo scopo. La rete di associazioni denuncia però che la città è ancora in balìa di trasformazioni devastanti e che la Giunta non ha preso una coerente posizione su questioni in sospeso o emergenti. Il Bel Paese critica anche la mancanza di spazi per i servizi culturali e sociali e la scelta dell'ex ospedale per il centro espositivo e museale.
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