Dopo la ristrutturazione costata migliaia di euro, la casa è rimasta chiusa per lungo tempo Entro fine anno studiosi al lavoro nella villa di Monterufoli Aprirà finalmente le porte entro la fine dell'anno la Villa di Monterufoli, nota anche con il nome di "villa delle cento stanze" per la grandezza del fabbricato. Dopo il bando pubblico per la gestione andato deserto lo scorso anno, la Comunità Montana della Val di Cecina, affidataria del complesso di proprietà della regione Toscana, ha pensato di cambiare rotta. «Abbiamo deciso di muoverci senza riaprire un bando ma cercando la trattativa privata con associazioni onlus e cooperative sociali non solo locali ma di tutta la provincia di Pisa», spiega Francesco Gherardini, presidente della Comunità Montana. Qualche contatto concreto dunque è stato trovato e, vista la complessità della gestione di un ambiente così vasto e polifunzionale, si parla addirittura del coinvolgimento di più enti, ognuno con le sue competenze specifiche. La trattativa riguarda anche la gestione della vicina Villa di Caselli nel comune di Monteverdi Marittimo. «Il complesso di Monterufoli è praticamente terminato - spiega il sindaco di Pomarance Maurizio Maggi - sono in corso gli adeguamenti dell'impianto fotovoltaico e di quello per la potabilizzazione dell'acqua». Per quanto riguarda gli arredi interni, sono già state installate le strutture essenziali come le cucine, mentre la scelta dei mobili e di altri complementi d'arredo spetterà alle associazioni che gestiranno la tenuta, anche se i fondi della regione sono già disponibili. La struttura diventerà così un centro di educazione ambientale a disposizione di studenti e studiosi che vorranno approfondire gli aspetti paesaggistici e naturali del territorio di Pomarance. «La villa ha in totale 50 posti letto - spiega il presidente Gherardini - penso che possa essere uno spazio adatto per ospitare gruppi scolastici che vogliono visitare ad esempio i vicini impianti geotermici». Sono molte le potenzialità del territorio di Monterufoli, ma sicuramente rimane il problema della viabilità: la villa è raggiungibile da due stradine sterrate e piene di buche. «Come Comunità Montana operiamo attraverso manutenzione ordinaria nelle due strade - spiega Andrea Cinotti, dirigente della Comunità - naturalmente però sono strade di campagna e non è possibile effettuare interventi troppo invasivi per non compromettere tutto il paesaggio circostante». Francesca Lombardi