Le chiede il parroco, mortificato dagli ultimi atti di vandalismo Bestemmie scritte sull'altare e sputi nell'acquasantiera: «Ferite che non si risarciscono» Un sistema di videosorveglianza per proteggere la chiesa di Sant'Andrea dagli atti di vandalismo. Lo chiede l'anziano parroco don Fernando Grazzini e intende farlo proprio in questi giorni con una lettera che invierà alla Conferenza espicopale, alla Sovrintendenza e al Comune. In diocesi spiegano la sua decisione e commentano gli ultimi spregi: non si tratta tanto di un problema di soldi, ci sono ferite ben peggiori. Dice infatti il parrocco: «La tovaglia dell'altare con su scritte le bestemmie si può lavare. Il Vangelo imbrattato si cambia, ma ci sono gesti che colpiscono più a fondo. Per esempio gli sputi nell'acquasantiera, le parolacce sopra i cartelloni fatti dai ragazzi del catechismo. Ma perché... Capirei più facilmente un furto». Il parroco ricorda che la chiesa è continuamente visitata dai turisti, soprattutto per vedere il pulpito di Giovanni Pisano: negli ultimi sei mesi sono stati "contati" 30mila visitatori, dunque in realtà sono di più. Il parroco non ce la fa a tenere d'occhio tutto, per questo propone una telecamera che controlli fuori dalla chiesa. Madonna dell'Umiltà. «La porta laterale l'hanno bruciata una mattina presto di tre anni fa ed è ancora da aggiustare, costerà 5mila euro» dice il parroco della basilica, Ennio Fiorati. Atti di vandalismo? «Sapesse quanti, hanno persino rotto a martellate l'alluce di uno degli angeli del presbiterio. E poi furti a raffica, sono stati portati via una Bibbia, un messale, è stato saccheggiato il museo e sono state forzate tutte le cassette delle offerte e presi i soldi. Anzi ora non le rompono nemmeno più, sfilano via le monete con una calamita attaccata a un filo». Adesso la Basilica è in fase di restauro, «si cominicia dalla facciata, ma sono lavori che dureranno anni». Battistero. Il Battistero invece era già stato ripulito dale scritte: «Era il 2000, e il resturo costò un miliardo e 800 milioni di lire» ricorda Romano Lotti, canonico amministratore di cattedrale e Battistero. Adesso è di nuovo imbrattato. Non si capisce cosa spinga Giulia a dichiarare che "Tom è sexi" sui marmi bianchi del battistero. Né Cristal che ama anche in tedesco, e tantomeno le citazioni secche per il bell'attore Scamarcio. Una processione di cuori, nomi, messaggi scritti sui marmi, sugli scalini, sopra la porta sul retro e persino sulla ringhiera. Tutti da pulire un'altra volta e a costi altissimi, «perché il marmo è poroso». Romano Lotti reclama: «Ci vogliono più controlli, in Duomo per esempio abbiamo solo due vigilianti a turno, sono pochi». La videosorveglianza davanti a San Leone c'è. La piccola chiesa chiusa, accanto alla Provincia, però è lo stesso teatro di vandalismi, come spiega Lotti: «Sotto il portico ci bivaccano, a volte ci scrivono sopra e spesso ci fanno i loro bisogni». Passando lo si capisce bene, dal fetore di urina. I.P.