Già in occasione della inaugurazione del palazzo Marini, dopo l'attento restauro curato e finanziato dalla Fondazione Marino Marini, ebbi modo di chiedere immediate spiegazioni in merito al problema dell'accessibilità, sollevato giustamente da alcune persone disabili presenti in quella occasione. Mi fu spiegato che i progettisti avevano rimosso la preesistente rampa, di pendenza inidonea, al fine di consentire la realizzazione di un bagno accessibile ai disabili. In concomitanza il museo era stato dotato di uno strumento acquisito per consentire a tutti l'accesso, sia alla saletta centrale, sia allo spazio mostre sottostante (in precedenza precluso). La ditta fornitrice aveva assicurato che tale dispositivo poteva essere fruito da tutti i disabili, cosa di cui non avevamo ragione di dubitare. Solo in quella occasione abbiamo potuto verificare che l'utilizzo non risultava possibile per le carrozzine elettriche. Lo stesso architetto Sacchi, curatore del restauro, alla mia richiesta di risolvere il problema, inaccettabile per ragioni di civiltà e offensivo della dignità delle persone, ha assicurato l'immediata presa in carico della questione al fine di una rapida risoluzione. Ovviamente l'inconveniente è risultato molto spiacevole, oltre che inatteso, anche per tutti i rappresentanti della Fondazione Marini che erano sinceramente convinti di aver provveduto alla definitiva rimozione delle barriere dal museo. Per tale ragione, il giorno stesso dell'inaugurazione, ho ritenuto doveroso illustrare personalmente l'accaduto ai presenti, esprimendo il mio rincrescimento per il verificarsi di un disagio alla cui rimozione ci eravamo seriamente impegnati e assicurando l'impegno della Fondazione e del Comune a porre rimedio nel più breve tempo possibile. Questo è quanto accaduto al Museo Marini. Ovviamente la ricerca di una soluzione adeguata è andata avanti e sono in corso contatti della Fondazione con la Soprintendenza, per definire ulteriori interventi necessari a risolvere definitivamente il problema. Rosanna Moroni assessore alla cultura