Confermata l'anticipazione del Mattino. Il piano di aiuti al quale sta lavorando il governo per rispondere alla crisi finanziaria prevede il ritorno della rottamazione per incentivare l'acquisto di auto nuove e di elettrodomestici, i due settori industriali più colpiti. Lo annuncia ieri il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine di un convegno a Como. «C'è una valutazione da parte del governo per far sì che si possa far ripartire il mercato dell'auto fermo in tutta Europa e quello degli elettrodomestici, che è un mercato fermo, coniugando così due esigenze». Da un lato, «ridurre l'emissione nell'atmosfera e l'assorbimento di energia», dall'altro «aiutare lo sviluppo industriale di questi settori in difficoltà». In particolare Scajola sottolinea che in questo momento, attraverso pacchetti di aiuti all'industria, «il governo deve agire perchè la crisi finanziaria non si riversi nell'economia reale. Stiamo quindi accelerando il percorso di incentivi sull'innovazione, sulla ricerca e sull'alta tecnologia: stiamo valutando diversi strumenti in questi giorni proprio per far ripartire una situazione industriale che è vicina alla crescita zero». Il governo sta lavorando sul programma di incentivi «Industria 2015». I primi due bandi del programma, dedicati a «efficienza energetica» e «mobilità sostenibile» si sono chiusi a metà settembre e hanno a disposizione 380 milioni. I progetti presentati sono 142 per tre miliardi di investimenti. A dicembre si chiude invece il terzo bando per il Made in Italy (180 milioni di incentivi) e nel 2009 ci saranno quelli per Beni culturali e turismo , Biotecnologie, Informatica e tlc, Aerospazio. Sempre il prossimo anno dovrebbero rendersi disponibili 6,5 miliardi del Fondo per le aree sottoutilizzate (il Fas che riguarda soprattutto il Sud) a cui potrebbero aggiungersi altri 3,5 miliardi dei programmi regionali Poin. Complessivamente le risorse già disponibili a sostegno delle imprese nel 2009 sono quindi tra 9 e 10 miliardi. Non c'è invece una quantificazione delle risorse che dovranno garantire i prestiti delle banche alle imprese che, pur non trovandosi in uno stato di crisi vero e proprio, sono comunque in difficoltà. Per le auto il progetto di rottamazione e la sostituzione con veicoli Euro 4 potrebbe essere rivolto anche a quelli Euro 2 e non solo Euro 0 o Euro 1. Il governo mette a punto anche le norme anti-opa ostili: dovrebbero trovare posto nel decreto salvabanche con uno specifico emendamento. Si ammorbidirebbe così, spiegano al ministero per lo Sviluppo economico, la «passivity rule» avvicinando il regime italiano a quello tedesco: i cda delle società sotto scala verrebbero esentati dall'obbligo di ottenere il via libera dell'assemblea prima di attuare manovre difensive. Il rafforzamento delle difese sarebbe possibile per tutte le società quotate in borsa senza distinzioni tra strategiche o meno, e si accompagnerebbe al dimezzamento dal 2 all'1 della soglia oltre la quale una partecipazione è considerata rilevante e quindi soggetta all'obbligo di comunicazione. Sulla delicata situazione delle imprese, che denunciano in numero sempre maggiore di essere sottoposte ad una stretta da parte degli istituti di credito, interviene anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: «Vogliamo che i soldi degli aiuti di Stato agli istituti di credito non rimangano nelle casse delle banche ma vengano usati per supportare le piccole e medie imprese». Un concetto espresso anche dall'ex leader degli industriali e presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, preoccupato della crisi del settore auto. Ma su un intervento ad hoc dello Stato per il Lingotto arrivano due altolà. Il primo da Cgil, Cisl e Uil, che chiedono al governo un tavolo di confronto per discutere gli interventi da adottare a sostegno dell'economia reale e del rilancio dei settori produttivi («Il problema della Fiat non si risolve con una rottamazione o con gli incentivi - dice il segretario confederale Cgil, Susanna Camusso - perché la crisi riguarda i beni di prima necessità. Non si può andare avanti con elementi che drogano il mercato»). Il secondo, e non senza sorpresa, dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi che dice no «a un intervento dello Stato per settori o singole aziende». È preferibile, spiega, «irrobustire il canale che garantisce la liquidità alle imprese». Che la situazione economica sia preoccupante lo confermano le previsioni sulla crescita illustrate ieri dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: -0,3 la stima del Pil 2009, anche peggio dello scenario di fine 2008 per il quale si indica un Pil praticamente a zero (0,1). La ripresa dovrebbe delinearsi solo nel 2010. n. sant.
CAMPANIA - piano di aiuti anche per beni culturali e turismo
Il governo italiano ha annunciato un piano di aiuti per rispondere alla crisi finanziaria, che prevede la rottamazione di auto vecchie e l'acquisto di nuove auto e elettrodomestici. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha spiegato che il piano è stato creato per incentivare l'industria e ridurre l'emissione di gas serra. Il governo ha anche annunciato la creazione di un programma di incentivi per l'industria, che include la sostituzione di auto vecchie con nuove e l'acquisto di elettrodomestici. Il piano prevede anche la riduzione delle tasse per le imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro.
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