IL PROGETTO MULTIMEDIALE PROPOSTO DA UNA SOCIETÀ ISRAELIANA-OLANDESE E DA SVILUPPO ITALIA Scavi tra realtà e fantascienza: una Pompei archeologica virtuale realizzata sotto il sito reale. È il progetto che una società israeliana-olandese e «Sviluppo Italia» hanno presentato al vaglio della Soprintendenza archeologica pompeiana. Il progetto potrà decollare in circa due anni se supererà l'esame tecnico-scientifico degli esperti consulenti, incaricati dalla Soprintendenza, e sarà dimostrata la credibilità finanziaria dei promotori. L'ambiziosa opera prevede la realizzazione di un parco multimediale sotterraneo, nel quale saranno ricostruite, fedelmente, le antiche costruzioni della città sepolta, così come erano prima della distruzione dovuta all'eruzione vulcanica del 79 dopo Cristo. Il turista sarà «inghiottito» da un vortice virtuale e spedito indietro nel tempo. Il visitatore, grazie all'utilizzo delle più moderne tecnologie computerizzate, potrà interagire con i pompeiani di duemila anni fa e, addirittura, dialogare con loro. Andare in giro per le strade dell'antica Pompei, rischiando, addirittura, di finire sotto grosse ruote dei carri, ascoltare le musiche di quel tempo e sentire i profumi dell'epoca, sono solo alcune delle forti emozioni che la virtualità del progetto ha intenzione di trasmettere al visitatore. Secondo il city-manager degli scavi, Giovanni Lombardi, tutto questo, per adesso, resta solo un sogno. «Sono tante le proposte che i privati ci sottopongono - spiega il direttore amministrativo dell'area archeologica più conosciuta al mondo - non tutte, però, sono fattibili. Una rappresentazione multimediale della Pompei antica - dice Lombardi - non è cosa semplice. È un'idea che deve concretizzarsi nel tempo. Sono tanti i criteri di valutazione per approvare un progetto. Innanzitutto il privato deve avere una credibilità economica tale da poter finanziare l'intera opera che, naturalmente, per la soprintendenza deve essere a costo zero». L'interesse di un privato straniero a voler investire su Pompei rientra nel programma strategico di «Sviluppo a Italia» ad attuare politiche volte ad attrarre imprese estere nel Sud, coinvolgendo le Regioni in tutte le fasi del processo localizzativi delle imprese. L'iniziativa di Sviluppo Italia, oltre a voler valorizzare le risorse sul territorio, tende a creare nuovi posti di lavoro. In termini occupazionali, se il progetto della «Pompei a tre dimensioni» dovesse andare in porto, si verrebbe a creare un indotto di circa cinquanta posti di lavoro. Sviluppo Italia però, oltre agli scavi, sarebbe interessata a stringere rapporti economici con la Chiesa. Nei giorni scorsi, infatti, la responsabile del gruppo di lavoro formazione della Confindustria di Sviluppo Italia, Marilù Faraone Mennella, ha effettuato un sopralluogo nell'albergo del Rosario, di proprietà della Curia, chiuso da vent'anni. Considerato che l'area archeologica confina, proprio con tale struttura e con il santuario, la riapertura dell'albergo potrebbe rientrare nel progetto del parco virtuale.