Cambia il vento, cambia la strategia e a Ischia le ruspe entrano in movimento. Solo pochi casi per adesso, ma per la Procura di Napoli è il segno di una svolta. Giù le prime costruzioni abusive, ecco la prima spallata a un sacco edilizio tutto da raccontare. È stato il giudice monocratico Federico Somma a dare i segnali di una possibile svolta. Al termine dell'ultima camera di consiglio, ha accolto la tesi dalla Procura di Napoli. E ha stabilito che i vincoli paesaggistici ad Ischia vanno rispettati, senza deroghe, senza rinvii ad altri organi giudicanti. Giù la prima casa, dunque, un appartamento intestato a una casalinga, la signora Concetta D.L., proprietaria di un rudere che nel corso degli anni si è trasformato in una villa di due piani, con patio, giardino, un colonnato classicheggiante e un affaccio mozzafiato. Tutto in zona Casamicciola Terme, area neanche a dirlo, rigorosamente vincolata. Un provvedimento - la demolizione - che agli occhi della Procura vuol dire tanto. Tantissimo. Per mesi, quelli del pool edilizia e urbanistica - il procuratore aggiunto Aldo De Chiara e il pm Antonio D'Alessio - si sono battuti per dare una spallata al mattone selvaggio dell'isola. Una sentenza che vale come un colpo di maglio. Domani, infatti, il pm D'Alessio sarà ancora in tribunale a Ischia, dinanzi allo stesso giudice monocratico per discutere altre sei istanze di demolizione. Possibile l'effetto domino. Negli ultimi mesi, la Procura ha chiesto più di 150 demolizioni di strutture abusive, ma i provvedimenti non sono diventati definitivi. Almeno 140 abbattimenti sono stati infatti «congelati» e spediti ai giudici della Corte costituzionale. Una decisione che ha rimesso la valutazione del profilo di leggittimità della mancata attivazione del condono edilizio del governo Berlusconi del 2003 nelle aree vincolate: detto in parole povere, nel valutare il caso di 140 possibili abbattimenti, il giudice Angelo Di Salvo (recentemente trasferito in tribunale a Napoli) chiedeva alla Corte costituzionale di stabilire se i princìpi del condono andavano applicati anche a Ischia, zona protetta da vincoli paesaggistici. Diverso l'atteggiamento sul caso abbattimenti del giudice Somma, subito dopo l'insediamento a Ischia. Ecco come si esprime il giudice Somma nel motivare l'intervento delle ruspe: «In riferimento ai profili di illegittimità costituzionale della normativa sul condono già sollevati in precedenza da quest'Ufficio in persona di diverso magistrato, questo giudice di esecuzione non ritiene di dover sospendere la decisione nelle more della definizione della questione da parte della Consulta, in particolare alla luce di quanto da ultimo chiaramente osservato sul punto dalla Corte di Cassazione». Un verdetto che lascia ben sperare i pm antiabusivismo napoletani. Tra i 140 manufatti da abbattere c'è un ricco campionario dello scempio: stalle che diventano ville con piscina, ruderi che si trasformano in alberghi, case che spuntano da una stagione all'altra. Poco abusivismo di necessità, ma business del cemento e del fitto selvaggio. Tanto che la Procura di Napoli è in attesa della decisione della Corte costituzionale ed è ora pronta ad ottenere la demolizione di tre alberghi e di tante ville costruite in un'area protetta, per poi passare alla fitta trama di prestanome che hanno investito nel sacco dell'isola verde.