L'ex-sottosegretario ha definito il progetto dell'architetto giapponese un «orrore» e «una rete da materassi» ma ha rassicurato che con l'attuale ministro non si corrono pericoli. Critiche anche verso il nuovo tribunale di Novoli. La chiama «orrore» o «rete da materassi». Vittorio Sgarbi ancora una volta si è scagliato contro il progetto di copertura all'uscita degli Uffizi progettato dall'architetto giapponese, Arata Isozaki. L'ex-sottosegretario per i beni culturali, e attuale sindaco del comune siciliano di Salemi, ieri è intervenuto alla presentazione della recensione (molto critica, per la verità) del progetto da parte dell'urbanista australiano, Nikos Salìngaros, organizzata dal Circolo dei Liberi al «Caffè Giubbe Rosse» di Piazza della Repubblica. Tornando ancora una volta a parlare del progetto Isozaki, Sgarbi ha evocato il «sogno kafkiano, cioè qualcosa che la realtà non può prevedere e che sarebbe meglio che evitasse»; ha fatto riferimento «a certe forme di gigantismo architettonico che vanno viste da lontano ma che rendono inadeguati i rapporti con le persone». Sgarbi ha ripetuto che «l'architetto Isozaki non ha alcuna consapevolezza della civiltà architettonica fiorentina e questa lo ha indotto a questo atto di superbia, che io ho cercato di contenere andandolo a trovare a Tokyo. Cercai di convincerlo di dare delle misure proporzionate agli spazi, di abbassare la pensilina, di metterlo sotto la finestra della Biblioteca Magliabechiana, ma lui mi guardava ha proseguito Sgarbi e sorrideva, senza che tra di noi si stabilisse alcuna forma di collaborazione». Sgarbi, che ha definito Isozaki «un archi-star», non ha mai dimenticato il suo primo ruolo di critico d'arte e non a caso ha ribadito di aver sin da subito osteggiato il progetto di Isozaki «per ragioni interne all'armonia di Isozaki»; poi ha aggiunto che «il progetto dell'architetto può essere approvato da un politico, ma una persona avveduta è difficile che possa dire che va bene; quindi lo scambio tra il politico e il tecnico in questo caso ha determinato un'approvazione del ministero di questo telaio per materassi. Tuttavia ha proseguito Sgarbi posso comunicarvi che l'attuale ministro per la cultura, Sandro Bondi, è contrarissimo al progetto di Isozaki, con la sua posizione che è più radicale della mia. Possiamo stare tranquilli perché finché c'è Bondi Isozaki sta a casa sua, in un paese dove non lo fanno operare in prossimità di un tempio buddista ma nella periferia di Tokyo». A questo punto Sgarbi ha fatto riferimento al nascente Tribunale di Firenze, sul viale Guidoni, definendolo «l'architettura più mostruosa di tutti i tempi». Durante l'incontro, cui hanno presenziato anche il senatore Paolo Amato e l'onorevole Alessandro Bonciani di Forza Italia, Sgarbi ha pure emesso un grido di dolore per l'abbattimento di una scuola di inizio secolo a Figline Valdarno, al posto della quale dovrebbe nascere una torretta per gli assessori comunali.