Di Pier Francesco Marussig ha un vago ricordo di quandera bambino. Giuseppe Daghino non lo conosce nemmeno e del centro commerciale di Villabate non ha mai saputo niente. In pochi minuti, sorridente e disteso, il leader del Pd Walter Veltroni ha smontato alcune delle dichiarazioni di Francesco Campanella, pentito e teste-chiave al processo per la realizzazione del centro commerciale di Villabate. «Marussig si rivolse a Veltroni per fare pressioni sul consigliere comunale del Pd di Villabate Giuseppe Mannino perché non facesse più opposizione in aula per lapprovazione del progetto del centro commerciale», aveva detto Campanella riferendo anche che uno dei soci della Asset Development, la società romana incaricata della progettazione dellopera che faceva gola alle cosche, era Giuseppe Daghino, dal pentito indicato come consulente di Veltroni quando era sindaco di Roma. Ma ieri il leader del Pd, arrivato di buon ora a Palazzo di giustizia per rispondere alla convocazione del legale di Marussig, lavvocato Enrico Sanseverino, ha smentito seccamente la circostanza. «Pier Francesco Marussig non mi ha mai sollecitato a intervenire sul consigliere comunale di Villabate Giuseppe Mannino». Di Marussig, peraltro, Veltroni ha detto di avere un ricordo molto vago. «Lho conosciuto quando eravamo bambini, mi ricordo che erano una famiglia numerosa e uno di loro era compagno di scuola di mio fratello Valerio. Non lho più rivisto se non qualche anno fa durante una cerimonia in Campidoglio». Rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo, Veltroni ha poi escluso di conoscere alcunché delle attività della Asset Group o della Asset Development, così come di Giuseppe Daghino, anche lui coinvolto nellaffare Villabate, e consulente di una delle società che facevano progettazione urbanistica per il Comune di Roma. Il pentito Campanella aveva indicato proprio lui come tramite per agganciare Veltroni e chiedere il suo interessamento per ammorbidire la posizione del consigliere comunale del Pd di Villabate. «Ho sempre messo grande distanza tra me e le società», ha tagliato corto Veltroni. Nella struttura, progettata, ma mai realizzata, si sarebbe dovuto costruire anche un «Warner Center», dotato di venti sale cinematografiche, al quale - secondo quanto ha sostenuto Campanella - sarebbe stato interessato il fratello del segretario del Pd, Valerio Veltroni. a. z.
SICILIA - URBANISTICA: Megastore Villabate, Veltroni smentisce Campanella
Il leader del Pd Walter Veltroni ha smentito le dichiarazioni di Francesco Campanella, pentito e teste-chiave al processo per la realizzazione del centro commerciale di Villabate. Veltroni ha detto di non avere un ricordo di Pier Francesco Marussig, bambino, e di non conoscere alcunché delle attività della Asset Group o della Asset Development. Ha anche escluso di conoscere Giuseppe Daghino, coinvolto nell'affare Villabate, e consulente di una delle società che facevano progettazione urbanistica per il Comune di Roma. Veltroni ha smentito anche la circostanza secondo cui Marussig avesse chiesto a Veltroni di fare pressioni sul consigliere comunale del Pd di Villabate Giuseppe Mannino per l'approvazione del progetto del centro commerciale.
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