La Corte dei conti condanna Cammarata a risarcire 200 mila euro allerario Gli incarichi per la ex Chimica Arenella: chiesti i danni pure al capo dellUrbanistica Dovranno restituire ai cittadini pagando di tasca loro i soldi della collettività spesi per le consulenze «inutili». La Corte dei conti ha condannato il sindaco Diego Cammarata e il dirigente dellUrbanistica Federico Lazzaro a pagare 300 mila euro. Il primo cittadino, secondo la magistratura contabile, ha affidato consulenze ad architetti e ingegneri che non avevano né «una professionalità compatibile con lincarico», né «i requisiti minimi di esperienza». I giudici hanno accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero Gianluca Albo: Cammarata dovrà pagare 200 mila euro, Lazzaro 100 mila. Nel mirino della Corte dei conti dieci incarichi conferiti nel 2004 per progettare i lavori di recupero dellex Chimica Arenella e dei Mercati generali. Si tratta di un intervento, quello della Chimica Arenella, inserito nel Pit, il progetto integrato territoriale Palermo capitale delleuromeditteraneo, e finanziato con fondi europei. Mentre il restyling dei mercati cittadini, ortofrutticolo, ittico e florovivaistico, è finanziato con risorse ministeriali. Secondo i giudici della Corte dei conti, Luciano Pagliaro, Guido Petrigni e Roberto Rizzi, le consulenze proposte da Lazzaro e conferite da Cammarata violavano la legge nazionale e regionale sugli appalti e il regolamento comunale sullordinamento degli uffici. Gli incarichi sarebbero stati «conferiti con determine sindacali connotate da genericità, serialità, prive di parametri per la individuazione dei compensi, in assenza di preventiva verifica della professionalità richiesta tra i numerosi tecnici (architetti e ingegneri) in servizio presso il Comune». Le professionalità che lamministrazione ha cercato allesterno, quindi, probabilmente erano già presenti in organico. Ma cè di più. Non solo le consulenze sarebbero state assegnate senza motivo, ma soprattutto a gente che non aveva né esperienza né una specifica competenza in materia. Carenze di requisiti che secondo i giudici sono «attestate dai curricula». Nel caso di due persone, Antonio Covais e Anna Tomasino, «la durata minima dellesperienza professionale è» addirittura «insussistente». Secondo la procura contabile, inoltre, alcuni dei professionisti esterni nominati dal sindaco «non risultavano dotati di una professionalità specifica compatibile con lincarico». Cammarata, difeso dallavvocato Gaetano Armao - che ha annunciato appello - si era giustificato spiegando che le consulenze erano state date allesterno perché indispensabile vista la complessità dei progetti e i tempi ristretti per non perdere i finanziamenti. Cammarata, poi, ha spiegato ai magistrati di non aver colpa visto che le sue determinazioni accoglievano coerenti proposte formulate da Lazzaro. Anche il dirigente dellUrbanistica davanti ai pm contabili si è difeso dicendo che le consulenze avevano apportato un beneficio allamministrazione. Ma ai giudici le loro giustificazioni non sono bastate: il danno erariale cè. Soprattutto perché, come si legge nella sentenza, «non vi è una congrua specificazione dellattività richiesta al professionista esterno». «Gli incarichi - si legge inoltre - sono stati assegnati con procedure che hanno precluso il confronto concorrenziale fra i soggetti potenzialmente interessati alla prestazione del servizio». Del resto «lindividuazione dei professionisti è stata operata senza alcuna formalità, prova indiretta, ma inequivocabile, dellassenza totale di procedure concorrenziali». La condanna, dunque, è piena. «Non può non ritenersi - concludono i giudici - che i reiterati e rilevantissimi scostamenti dal solco della legittimità siano dipesi da ingiustificabile leggerezza gestionale che integra una condotta gravemente colposa». «Ormai i nodi sono venuti al pettine: Cammarata ha amministrato questa città facendo gli interessi di tutti, tranne che dei palermitani - dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd allArs - Siamo di fronte ad un fatto grave che dimostra linadeguatezza di un sindaco al quale resta una sola cosa da fare: dimettersi»,
SICILIA - "Consulenze inutili", stangata sul sindaco
La Corte dei conti ha condannato il sindaco Diego Cammarata e il dirigente dellUrbanistica Federico Lazzaro a pagare 300 mila euro. La condanna riguarda i reati di abuso d'autorità e danno erariale per aver affidato consulenze ad architetti e ingegneri non professionali per i lavori di recupero dellex Chimica Arenella e dei Mercati generali. I giudici hanno accolto la richiesta del pubblico ministero e hanno stabilito che Cammarata dovrà pagare 200 mila euro e Lazzaro 100 mila euro. La sentenza ha anche stabilito che i lavori erano stati finanziati con fondi europei e che la gestione era stata condotta con procedure non concorrenziali.
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