(ANSA) - PALERMO, 13 FEB - Una serie di workshop nelle nove province siciliane illustrera' in questi giorni le possibilita' offerte dalla misura 2.03 del Por 2000-2006, che prevede un contributo di 60 milioni di euro per gli imprenditori privati che decideranno di avviare progetti di restauro, promozione, gestione e tutela dei beni culturali della regione. L' iniziativa, promossa dall' assessorato ai Beni culturali con la collaborazione di Confindustria e Banca Nuova, ha l' obiettivo di illustrare i criteri generali e le modalita' di presentazione, selezione e attuazione degli interventi relativi alla misura 2.03. "Il nostro patrimonio culturale - ha spiegato l' assessore Fabio Granata - non puo' essere valorizzato solo dall' amministrazione pubblica, c' e' bisogno di un coinvolgimento dei privati che integrino al 50 il contributo europeo". I progetti per il nuovo bando, che devono essere presentati entro il primo aprile, dovranno essere poi realizzati entro 36 mesi, pena la perdita del finanziamento, e saranno monitorati dall' assessorato per cinque anni. Ci si attende inoltre un buon riscontro anche intermini occupazionali con il coinvolgimento di personale specializzato. Un' opportunita' da non perdere, quindi, anche per la piccola industria siciliana come ha sottolineato Ettore Artioli, presidente di Confindustria Sicilia: "la rivalutazione e la fruizione del nostro patrimonio culturale e' estremamente importante non solo a livello economico. Agenda 2000 ci offre la possibilita' di inserire industria e beni culturali in un circuito virtuoso. Questa volta i finanziamenti su questa misura sono stati organizzati a seguito di consultazioni con le organizzazioni rappresentative delle imprese, per fare si' che finalmente l' interesse e le potenzialita' di questo settore possano trovare concretizzazione con la presentazione non di buone idee, ma di buoni progetti". "Noi finanzieremo - ha aggiunto Granata - la creazione di imprese e di occupazione, non singoli restauri, e daremo spazio ai giovani e alle aziende serie capaci di portare avanti i loro programmi e di offrire davvero dei servizi di qualita'. Questo perche' dal recupero di beni culturali a carico dei privati si determinera' un risparmio per la Regione, e dallo sviluppo di nuova economia si generera' anche un maggiore introito fiscale per l' amministrazione".