Questa è la prima rassegna realizzata dalla nuova Soprintendenza Speciale: un patrimonio di conoscenze da condividere col pubblico Questa mostra è la prima iniziativa pubblica della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei: da pochi mesi istituita riunendo, in fine, una più che secolare esperienza di tutela, di conoscenza, di studio, di servizio al pubblico applicati su tutto il territorio dell'attuale provincia di Napoli. E pare emblematico che questa iniziativa presenti opere d'arte antica rinvenute ad Ercolano, lì dove iniziò all'inizio del XVIII secolo il percorso dell'archeologia moderna. Opere conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed altre di più recente, e recentissimo, ritrovamento disposte secondo la gerarchia ideale del mondo romano antico sono qui raccolte e offerte al pubblico a simboleggiare che una così lunga tradizione di stretta connessione tra scavo e il suo museo non può essere interrotta da contingenti occasioni. Il filo che unisce opere apparentemente tanto difformi fra loro, quanto si differenziano le figure ideali di divinità o quelle tipizzate degli imperatori dai realistici ritratti dei magnati ercolanesi vissuti nel I secolo dopo Cristo, è costituito dal comune riferimento alla figura umana. Questa era la stessa forma che individuava anche quegli anonimi dei quali a noi restano solamente gli scheletri sconvolti, eppure ancora riconoscibili, dalla furia catastrofica del l'eruzione vesuviana. L'avvenuta istituzione della Soprintendenza, novella erede di una lunga e gloriosa storia, ingenera entusiasmo e ottimismo: ma questi positivi sentimenti sono, e saranno si teme, messi a prova dalle difficoltà che si elevano contro la continuità dell'esercizio di tutela, di valorizzazione, di fruizione svolta nel quadro del metodo scientifico che abbiamo ricevuto dai nostri maggiori e che adottiamo, infaticabilmente, alle sempre rinnovate esigenze espresse dalla società contemporanea. A queste cerchiamo di rispondere organizzando al meglio le sempre più scarse risorse, professionali e finanziarie, che abbiamo a disposizione. E approfondendo studio e conoscenza dell'antichità, così come si è fatto in questa rivisitazione di tre secoli di attività archeologica a Ercolano. Reputiamo sia la coscienza critica, alimentata dall'applicazione del buon metodo scientifico, a renderci sempre più attori responsabili della nostra vita e ponderati decisori davanti alle scelte che ci fronteggiano. Ci si augura che la soddisfazione che proveranno i visitatori di questa mostra li renda sempre più attenti alle vicende della tutela del patrimonio culturale, e in specie delle nostre antichità che tanto caratterizzano, rendendoli quasi unici, territorio, città e paesaggio del nostro Paese, così che cresca la sensibilità pubblica nei confronti di un argomento basilare nel costituire parte della cultura diffusa, della nostra economia produttiva e della nostra storia nazionale nel quadro europeo. Soprintendente Archeologo di Napoli e Pompei
Il mestiere dell'archeologo. Conoscere, tutelare e mostrare
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ha organizzato la prima rassegna pubblica con opere d'arte antica rinvenute ad Ercolano. La mostra è stata realizzata pochi mesi dopo l'istituzione della Soprintendenza, che riunisce una lunga esperienza di tutela, conoscenza e studio. Le opere esposte sono state scelte per rappresentare la gerarchia ideale del mondo romano antico e includono opere conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e ritrovamenti più recenti. La mostra mette in evidenza la figura umana come elemento comune tra le opere, sia tra le figure ideali di divinità e imperatori che i realistici ritratti dei magnati ercolanesi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo