Gli oggetti sono scelti con cura maniacale: dai fondi oro del '400 di Sano di Pietro alle tele dei caraveggeschi Palazzo Venezia, uno dei simboli culturali e artistici di Roma, si è trasformato in "caverna di Aladino" per gli appassionati d'arte antica: fino al 26 ottobre accoglie la Biennale Internazionale di Antiquariato. Anche questa edizione nasce dalla sinergia tra la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, che offre la supervisione per la buona riuscita della manifestazione, la collaborazione dei grandi antiquari, romani e non solo, che mettono a disposizione competenza ed esperienza e la società Rodin Grandi Mostre, che cura l'aspetto organizzativo. L'obiettivo è di far sì che la capitale assuma il ruolo di crocevia in cui l'antiquariato occupi un ruolo fondamentale. Il divario economico tra arte antica e contemporanea sta diventando sempre più evidente e, come sottolinea il Soprintendente Claudio Strinati «una mostra allestita in una città come Roma, capitale delle arti, può destare notevole interesse non solo presso gli addetti ai lavori ma anche presso un pubblico più vasto di persone colte e potenziali acquirenti». Per questa ragione tutti gli oggetti sono stati selezionati con un'attenzione quasi maniacale: a preziosi fondi oro quattrocenteschi di Sano di Pietro e a una tavola del Cinquecento di Marco Antonio Aquili, si affiancano una veduta del Canal Grande da Rialto di Bellotto e un raro bronzo di Francesco Fanelli, attivo alla fine del '400. All'opulento stipo da tavolo di manifattura romana del '600, in ebano, bronzo e pietre dure, notificato dallo Stato, fanno da contralto severi ritratti di Savoldo e un episodio mitologico dell'Orbetto. Non mancano i caravaggeschi, primo tra tutti Simone Vouet con San Pietro visita Sant'Agata in prigione, una tela che, commissionata dal cardinale Francesco Barberini attorno al 1624, dopo la "ripulitura" è stata esposta l'anno scorso a New York. E con un accostamento audace, ma gradevole, in questa gran parata di capolavori antichi si alternano lavori moderni, come dipinti di Picasso e Fontana, composizioni di Mario Ceroli e Alighiero Boetti, sculture di Brancusi e Manzù, gioielli di Cartier e Bulgari. Al di là dell'intento mercantile, la Biennale ha ampliato gli orizzonti, legandosi all'editoria con la presentazione di libri, come quella che il 21 ottobre vedrà Tullio Gregory illustrare la Mappa Mundi 1457 e l'Atlante Nautico di Battista Agnese, due progetti curati dall'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. E nel l'ambito della tutela degli oggetti antichi, sosterrà il restauro delle sole due opere del pittore veneziano Piazzetta conservate in collezioni pubbliche romane. 1Biennale Internazionale di Antiquariato, Roma, Palazzo Venezia, fino al 26 ottobre.