La mostra «Ercolano. Tre secoli di scoperte» aperta fino al 13 aprile 2009 al pian terreno del Museo Archeologico di Napoli è stata realizzata dal Ministero per i Beni e le attività culturali, dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, a cura di Pier Luigi Guzzo e Maria Paola Guidobaldi e Maria Rosaria Borriello. La rassegna racconta due vicende intrecciate: la storia degli scavi di Ercolano dal 1700 a oggi, e la storia dell'arte e della vita della città, bruscamente interrotte dall'eruzione del 79 dopo Cristo. Ercolano ha restituito le testimonianze più ricche e complete del mondo antico: statue spettacolari, dipinti e iscrizioni. Ma anche oggetti della vita quotidiana, seppur carbonizzati: tessuti, papiri, legni, commestibili, tavolette cerate, eccetera. La città ci è giunta pullulante di vita, sia pure nelle forme impresse da una catastrofe appena compiuta: tetti scoperchiati, muri abbattuti, porte scardinate, statue travolte, suppellettile disseminata ovunque. In questa mostra sono per la prima volta materialmente ricongiunte e presentate al pubblico quasi tutte le opere della grande statuaria restituite dalla città, che appartengono a stagioni diverse della storia degli scavi. Al tempo delle esplorazioni borboniche, appartengono il Teatro, la Villa dei Papiri, la Basilica Noniana e l'Augusteum. Da qui provengono gli imponenti cicli scultorei che vengono ora, per la prima volta con questa mostra, riuniti e presentati al pubblico in tutta la loro magnificenza, insieme a opere scaturite dagli scavi eseguiti negli ultimi vent'anni, destinate, a fine mostra, a venire esposte nell'Antiquarium di Ercolano, la cui apertura al pubblico è prevista nei gli ultimi mesi del 2009. In occasione della mostra, l'atrio monumentale del Museo Archeologico di Napoli è ritornato al suo antico decoro, rivivendo come spazio espositivo.