(ANSA) - PALERMO, 13 FEB - "Non abbiamo venduto e non venderemo mai beni di valore culturale. Quelli che non hanno nessun interesse culturale, invece, prima li vendiamo e meglio e'. In ogni caso il parere dei soprintendenti sara' vincolante". Cosi' il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, precisa gli indirizzi in materia di vendita del patrimonio artistico demaniale. "Abbiamo disposto un meccanismo - ha spiegato Urbani - per separare all' interno del cosidetto demanio statale i beni che hanno un valore culturale, che andranno a costituire il demanio storico artistico che stiamo creando per la prima volta in Italia, da quelli che non hanno nessun interesse culturale che vanno venduti non solo per il bene delle casse dello Stato ma soprattutto perche' cosi' smettiamo di fare manutenzione su cose che i privati possono fare meglio di noi e a loro spese". Urbani ha tenuto a precisare le competenze ed il ruolo svolto dai soprintendenti nella vendita del patrimonio culturale, ricordando che la normativa prevede il parere vincolante del soprintendente alla cessione dell'immobile. "La regola del silenzio assenso e' una regola che costringe i soprintendenti a dare una risposta in tempi ragionevoli, 120 giorni. Ai soprintendenti arriva la richiesta di un parere da noi e dal ministero dell' Economia, con la conseguenza che l'elenco dei beni sui quali i soprintendenti devono esprimersi e' gia' stato filtrato, il che fa si' che le possibilita' che ci siano beni di interesse culturale siano praticamente zero". "I soprintendenti - ha aggiunto il ministro- avranno 120 giorni per controllare se in questi beni c'e' qualche cosa che consigli la vendita ai privati oppure la privatizzazione con destinazione d'uso limitata. I 120 giorni servono dunque a chiarire l'uso dei beni cui puo' essere destinato l'immobile che, privo di grande valore culturale, puo' essere dato ai privati. In ogni caso il parere del soprintendente non e' consultivo ma vincolante: se il soprintendente dichiara il proprio dissenso il suo parere e' vincolante per l'alienazione del bene".