Per smaltire le graduatorie Meglio sarebbe accelerare i cantieri e rallentare invece la discussione Case popolari lassegnatario può ristrutturare Solo Renzi non parla: "E lultimo dei problemi" CHI cè e chi non cè, ieri mattina, al sit in del Pd al Duomo a favore della tramvia attaccata dal ministro Bondi e dal centro destra. Dei quattro candidati alle primarie a sindaco, annunciati come tutti presenti, cè solo Daniela Lastri. Ma, una sul posto e gli altri raggiunti per telefono, dichiarano tutti che da lì il tram deve passare. O meglio, a Lastri si uniscono direttamente Cioni e Pistelli. Renzi, assente perché presente come presidente della Provincia alla «Stazione delle idee» per la tre giorni delle scuole alla Leopolda, evita di pronunziarsi. Incalzato dalla domanda: ma lei, come candidato a sindaco, cosa pensa del passaggio del tram dal Duomo?, risponde: «Penso che il problema dellattraversamento di piazza del Duomo da parte della tramvia sia lultimo dei nostri problemi. Meglio sarebbe rendere più veloci i cantieri e rallentare invece la discussione. E inaccettabile che i cittadini subiscano disagi così a lungo. Laltro vero problema del tram è il piano di gestione delle linee 2 e 3 dal punto di vista economico». Per ora a testimoniare cosa Renzi pensa alla tramvia in centro resta solo il piano bus della Provincia con sopra disegnate le tre linee del tram così come finora progettate, dunque anche con il passaggio da dietro al Battistero. Ma ieri il presidente della Provincia un sì diretto non ha voluto pronunziarlo. Forse lo dovrà fare presto. In piazza del Duomo al sit in ci sono anche i due segretari, provinciale e cittadino, del Pd, Andrea Barducci e Giacomo Billi. Dice Billi: «Sia chiara una cosa. Nel programma per le prossime elezioni che il Pd sta mettendo a punto ci sarà scritto a chiare lettere che la tramvia passa da qui. Chi si presenta alle primarie a nome del Pd deve attenersi a questo programma». Dietro il Battistero ieri mattina a mezzogiorno sbuffano bus arancioni, terrazzati e alti bus rossi per i turisti, taxi, macchine, motorini. Fiorentini e turisti arrancano dietro catene e transenne. Il sit in del Pd è sotto il campanile di Giotto. Lo organizza lala ambientalista, Sergio Gatteschi in testa. Anni di discussioni, progetti, alla fine si arriva in fondo. Lamministrazione rivede il tracciato al Duomo e su suggerimento del ministero ai beni culturali, progetta un tram a batterie e dunque senza pali al Duomo. A posto, è la tramvia dello stento, ma siamo a fine. Ma poi arriva il governo e spara. Il ministro Bondi dice: no. Il collega Matteoli anche, pur assicurando che non influenzerà la commissione tecnica che dovrà dare il via ai lavori per la linea 2 e 3. Davvero il suo parere non peserà? Per ora il ministero non riunisce la commissione. E il sit in è lì per difendere il una tramvia di cui si parla da secoli. Intanto in Europa le tramvie vanno e la guerra del tram qui sembra soprattutto «ridicola e assurda», dice Barducci. Ma tantè. Siamo in ballo. E Lastri, in grigio con i capelli biondi che spiccano tra i turisti, balla: «La tramvia deve passare dal centro storico, la scelta fatta dallamministrazione è giusta - dice - Bizzarra è la posizione del governo, Bondi in testa, che dà lo stop quando tutto è deciso. E una strumentalizzazione elettorale inaccettabile». Lastri guarda il caos intorno: «Vorrei portare Bondi qui, fargli vedere i più di duemila bus al giorno che ci passano, le transenne che siamo stati obbligati a mettere. Vorrei vedere come potrebbe dire che non è una buona iniziativa un tram che elimina bus e transenne, pedonalizza la piazza, fa pulizia e rimedia a una situazione esteticamente e ambientalmente insopportabile». Ma se il governo non cede? «Non ci arrenderemo. Noi abbiamo ascoltato il ministero che ci esortava a togliere i pali da piazza del Duomo, loro dovranno ascoltare noi». Daltra parte cè lEuropa come esempio. La cita Lastri: «Siamo in sintonia con tutte le altre città che hanno fatto la scelta sostenibile del tram». La cita Pistelli che pure spiega di avere avuto troppi impegni per venire al sit in del Duomo ma dice: «Ho visto in numerose città europee il tram correre accanto a monumenti di pregio come i nostri senza nessun danno o scandalo. Lho già detto di essere favorevole alla tramvia nel centro storico. Daltra parte non ho visto finora nessun progetto alternativo convincente. Mentre mi ha convinto lobiezione del vicesindaco Matulli quando spiega a quanti parlano di fare fermare la tramvia fuori e di arrivare in centro con una serie di bussini elettrici: che ci vorrebbero 5 bussini per rimpiazzare un solo bus grande con relativo sprofondo di spesa e uguale impatto anti estetico. Capisco la paura di cittadini che hanno visto i cantieri della linea 1 durare troppo a lungo, ma fino a prova contraria io sono per il progetto esistente e per ora non ho avuto prove contrarie. Non cadiamo nel solito gioco fiorentino, che non si fa niente e rimane la linea 1 del tram appesa al cielo, che da sola non serve». Ultimo candidato, Graziano Cioni, troppo preso dai suoi mille impegni di assessore cittadino alla sanità, dice lui, per riuscire a occuparsi di altro ieri mattina. Però è deciso: «La tramvia non si tocca. Lobiettivo per la mobilità fiorentina resta secondo me il trasporto integrato treno - tram - bus e una serie di isole pedonali a macchia di leopardo. Quanto al Duomo, con il tram finalmente lo vedremo e non ci sarà inquinamento. Venga ora in piazza chi vuol dire di no al tram e veda il traffico che cè. Si ricrederà ». Case popolari, per smaltire le graduatorie il Comune permetterà a chi è in attesa di avere un alloggio Erp di fare le ristrutturazioni necessarie. Ci sono diverse decine di appartamenti (200 secondo il Sunia) che non vengono assegnati perché hanno bisogno di interventi di manutenzione ordinaria (pavimentazioni, vetri, imbiancatura: non lavori strutturali o impianti) che Palazzo Vecchio non fa per mancanza di fondi immediatamente disponibili (3,5 milioni di euro sono ancora bloccati per un contenzioso con la Regione). Con la delibera approvata lo scorso 14 ottobre dalla giunta, gli assegnatari che dimostrano di avere i soldi necessari, potranno svolgere gli interventi a loro spese e così avere più velocemente la casa: poi quei soldi gli saranno scalati dallaffitto. «Così liberiamo una cinquantina di alloggi», spiega lassessore alla casa Paolo Coggiola. «Se un assegnatario non ha i soldi?», chiede Anna Nocentini di Rifondazione. (e.f.)