Quella di trasformare la Galleria degli Uffizi in una fondazione non è una novità. Dellidea se ne parla da tempo, ma ora un po di più. Soprattutto da quando al ministero dei beni culturali cè Sandro Bondi. E, inevitabilmente, nelle discussioni viene tirato in ballo il Museo Egizio di Torino, dal 2004, primo esempio italiano di costituzione, da parte dello Stato, di uno strumento di gestione museale a partecipazio ne privata. Ma lidea non è ben vista dagli addetti ai lavori e dalla comunità culturale fiorentina. Ai piani alti dellEnte Cassa, tra i possibili finanziatore del progetto, arriva un smentita decisa. Soltanto ieri il presidente Edoardo Sparanza, in un articolo apparso sul Corriere dì Firenze, ha dichiarato: «Non abbiamo approvato la questione, è un argomento complesso ma comunque sono contrario alle mode delle fondazioni». Anche il l direttore della galleria, Antonio Natali a proposito della questione spiega il suo punto di vista. «Trovo che esistano dei luoghi che fanno parte del patrimonio dello Stato, come la galleria degli Uffizi, che dovrebbero rimanere tali, ovvero emblemi dello Stato». Scettico anche lassessore alla cultura di Palazzo Vecchio, Eugenio Giani: «Credo che ben difficilmente lo Stato trasformerà gli Uffizi in una fondazione. Piuttosto - ha aggiunto - spero che in futuro la galleria possa godere di una maggiore autonomia finanziaria e gestionale, in modo da poter reinvestire le entrate su tutto il Polo Museale fiorentino, senza che vadano a confluire nel calderone statale. Ma tutto questo potrebbe essere fatto anche senza modificarne la personalità giuridica». «È solo una forma di voce che continua a rimbalzare», ha tenuto a precisare Cristina Acidini, soprintendente al Polo museale fiorentino. «Quando e se verrà comunicata dal ministero dei beni culturali - ha continuato - allora se ne potrà discutere. Ma fino a oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale». I rappresentanti della cultura fiorentina sembrano non essere molto allarmati per quella che viene considerata ancora solo unipotesi da valutare. Ci rimuginano, ma senza dargli il peso che si attribuirebbe ad un progetto in via di sviluppo. «Non ne abbiamo ancora mai discusso - ha spiegato lassessore regionale alla cultura Paolo Cocchi - ma penso che trasformare la Galleria degli Uffizi in una fondazione non ne risolva i problemi. La questione fondamentale sta tutta nel rendere le istituzioni culturali più efficienti e legate al territorio. È così che se ne risolvono i problemi». Anche lesempio del precedente torinese non sembra convincere molto i fiorentini, che lo considerano un caso a sé stante. «Il fatto che ci sia stato un precedente di successo - ha continuato Cocchi - non vuol dire che sia automaticamente replicabile. Adesso tocca al ministero pensare cosa è più utile per gli Uffizi. Sicuramente a livello locale dovremmo assumerci più oneri ma in cambio ci dovrebbe essere più collaborazione tra Comune, Regione e Stato».