Il cartello recita: «Manutenzione straordinaria ». Ma della illetta anni Cinquanta non è rimasto in piedi neppure un muretto. E' stata rasa al suolo durante l'estate. Al suo posto, ora c'è un'immensa voragine che ha preso le vecchie fondamenta e quasi tutto il giardino. Romeo, il proprietario, si scusa con i vicini. E con un altro piccolo cartello, affisso fuori dalla recinzione, spiega che «conclusa la «manutenzione dello stabile, ripristinerò prato e vialetti come nel 1948», com'erano quando lui arrivò in via Lerici, nel cuore del Villaggio dei Reduci. Siamo al QT8, il «Quartiere Triennale Ottava», 120 villette, realizzate da architetti come Bottoni, Gio Ponti, Sottsass e dai nomi migliori del razionalismo milanese. Un pezzo di storia di Milano che oggi rischia di diventare oggetto di una grande speculazione immobiliare. Se la Soprintendenza regionale non si affretterà a varare il vincolo sull'intero quartiere, condiviso, tra l'altro, dal Comune. «Ai proprietari arrivano proposte difficili da respingere, per 80 metri quadri c'è chi è disposto a versare il doppio del valore», spiega Enrico Fedreghini, consigliere verde. «Del QT8 resteranno tracce solo sui libri di architettura ». Di fianco alla casetta di Romeo è sopravvissuta la gemella. Due vie più in là, invece, sorge quello che gli abitanti del Qt8 hanno ribattezzato l'«ecomostro », un palazzo di quattro piani sorto sulle ceneri di un'altra villetta bifamiliare che pure è stata oggetto di «manutenzione straordinaria» e si è magicamente sbriciolata al primo colpo di piccone. «Secondo il piano regolatore, in quel-l'area i privati possono aumentare le volumetrie che negli anni Cinquanta non sono state sfruttate interamente. Ma ora nel Piano di Governo del Territorio chiarisce l'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli stiamo lavorando con il Sovrintendente Gino Famiglietti, perché si pone il problema di mantenere la fisionomia di un quartiere storico. Credo che sul QT8 sarà posto un vincolo come è stato per la Maggiolina. E il caso di via Lerici non sarà il primo ma potrebbe essere l'ultimo».