PORTO TORRES. «Cogliamo di buon grado questa alleanza storica tra Soprintendenza, Università e Comune. Porto Torres ha bisogno di ricollegarsi alle proprie radici e con questo accordo si gettano le basi per il raggiungimento dell'obbiettivo». Nando Nocco, coordinatore cittadino di Sardigna Natzione Indipendentzia, esprime la propria soddisfazione per la firma della convenzione. Nocco sottolinea l'importanza dell'affermazione ribadita in sede di presentazione, quella di fare in modo che i beni scoperti non abbandonino la loro sede naturale, Porto Torres, perché «solo sul luogo di rinvenimento ogni manufatto può trasmettere al visitatore il racconto del territorio nel quale è stato ritrovato. La proposta, tra l'altro, non è lontana dai progetti della Soprintendenza che, nel 2004, appoggiava di buon grado il suggerimento di far rientrare in città tutti i reperti di Turris Libisonis e delle altre aree archeologiche turritane». Nocco ricorda come, da tempo e vista la poca disponibilità all'interno dell'attuale sede museale, si ponga un problema di spazi in cui ospitare nuovi reperti: «Si potrebbe ovviare acquisendo gli immobili delle Ferrovie che, oltre ad ospitare un eventuale museo dei Trasporti - con tanto di antiche locomotive funzionali anche al trasporto dei visitatori nel polo museale -, potrebbe riservare delle sale ad esposizione archeologica. Il tutto si raccorderebbe col nascente Museo del mare ponendo le basi per una vera cittadella dei Musei». «Immaginiamo con l'ormeggio delle navi da crociera e la riapertura del porto a due passi da questa realtà le enormi possibilità di turismo culturale che si aprono per Porto Torres» chiosa Nando Nocco.