LO SFREGIO è decisamente irriverente, oltre che antipatriottico: a Quarto cè chi giura che le impalcature che avvolgono il monumento ai Mille siano nottetempo utilizzate dalle coppiette in cerca di intimità. E lultimo stadio - il più vergognoso, se le segnalazioni trovassero conferma - di una polemica che si trascina ormai da un paio danni: la gabbia metallica che imprigiona la statua è uno scempio che gli abitanti del quartiere ormai non tollerano più. Lorenzo Romis, titolare della Brc (una delle ditte che sponsorizza i lavori) è esasperato: «Vorrei rispondere ad alcune giuste perplessità sollevate dagli abitanti di Quarto riguardo limpalcatura che avvolge il Monumento dedicato alla partenza dei Mille. Mi sento in dovere di intervenire perché il cartellone con il nome della mia impresa induce la gente a pensare che la causa di queste impalcature eterne sia la lentezza della mia impresa. E non è così. Intanto al Monumento vi lavorava, se pur a singhiozzo, lIstituto Centrale del Restauro di Roma che decise alcuni anni fa di testare sul monumento di Quarto una nuova tecnica di risanamento delle aggressioni del salino. Cito per dovere di cronaca ma non è cosa che mi compete. Io mi sono limitato ad offrire alla direzione della Soprintendenza, quando ancora cera la dottoressa Pittarello, la mia sponsorizzazione, vale a dire linstallazione gratuita delle impalcature affinché non solo agevolasse il lavoro ma nel caso potessero essere utilizzate anche da chi voleva vedere da vicino lesecuzione del lavoro». Cosa, questultima, che non è possibile visto che il cantiere è sempre chiuso. «So che il restauro - spiega Romis - viaggia per lotti, e che ci sono dei problemi nonostante mi pare siano a disposizione i 240 mila euro. Per quel che mi riguarda, mi accingo a smontare queste impalcature perché comincio ad essere un po stufo di essere accusato di non concludere un lavoro che non mi compete. Vorrei ricordare che limpalcatura mi è costata 80 mila euro e che, in quanto sponsor, me ne sono fatto carico. Successivamente si è posto il problema tra Comune e Soprintendenza di chi avrebbe dovuto prendere in carico il luogo. Il Comune mi ha chiesto di installare un sistema di sicurezza spendendo 11 mila euro. Di cui mi era stato garantito il rimborso. Che non ho mai visto». Al conto complessivo cè poi da aggiungere la spesa, questa a carico del Comune, per lilluminazione notturna al cantiere. Peccato che non vi lavori nessuno, né di gionro nè, tantomeno di notte. In compenso crescono le erbacce e aumentano le bottiglie rotte vicino alla base della statua. Ma il punto è ancora un altro: i lavori erano davvero necessari? Secondo Vittorio Nasciuti, 87 anni, perito industriale e tecnico navale, con esperienza di acidi e liquidi pericolosi, no: «Sono del tutto inutili. È un monumento fra i più giovani di Genova, e non può aver bisogno di restauro, anche perché è fatto di una lega di bronzo marino, quella delle eliche delle navi, che stanno in mare, con il salino, per anni: laria di mare non può averlo danneggiato. I bronzi di Riace sono rimasti in mare 2.000 anni e hanno solo perso un po di lucentezza: il che è normale. Se hanno resistito quei bronzi come può non aver retto il monumento ai Mille realizzato con tecniche moderne? Nemmeno i piccioni possono causare danni, e comunque la pioggia lava via tutto». A Priaruggia cè anche chi è disposto a tassarsi pur di vedere sparire le impalcature che impediscono la vista del monumento. Nasciuti, che è socio dellassociazione Combattenti e Reduci di Quarto (che cura anche il museo di Garibaldi) insiste: «Vorremmo che almeno per il 5 maggio, quando festeggeremo lanniversario della partenza dei Mille, il monumento fosse libero da questa gabbia, per permetterci di fare le dovute celebrazioni».