A COSA che colpisce di più è lostinazione, unita a una sorta di volontà di non tener conto di nessuna obiezione, di nessuna messa in guardia. La vicenda del Civis, se non fosse a suo modo drammatica, sconfinerebbe nella farsa. Farsa perché, quando, in diverse situazioni va sempre ricordato, la giunta Guazzaloca deliberò ladozione del Civis furono proprio alcuni esponenti degli allora Ds e Rifondazione, come Merola e Zamboni, a dichiararsi fermamente contrari. Oggi capita che le stesse due persone siano i massimi sostenitori non solo del pesante maxifilobus (perché di questo si tratta), ma anche del suo percorso. Un percorso che snaturerebbe il volto del centro di Bologna e che, probabilmente, finirebbe per danneggiarlo non solo come immagine ma anche causando problemi seri alle sue costruzioni storiche. Ora, poi, pende sul tutto la richiesta di saperne di più da parte del Ministero dei beni Culturali per bocca del ministro stesso, Bondi. Una richiesta provocata non solo dalla lodevole attività di comitati cittadini, di personalità come larchitetto Cervellati, non certo sospettabili di interessi reconditi. Noi crediamo che dietro la richiesta di un dossier sullargomento-Civis ci sia anche la perplessità degli uffici locali preposti alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico. Ma esiste, tra gli altri, un fatto che, ci pare, non sia stato fino ad oggi considerato a pieno. Parliamo della copertura del Canale di Reno, che costituisce buona parte della carreggiata e delle zone di parcheggio di via Riva Reno, da San Felice fino allincrocio con via Marconi. Enoto che la copertura non reggerebbe il peso del Civis. Non tanto perché sia stata fatta male, come pure qualcuno ha detto, ma soprattutto perché si tratta di una copertura fatta, se non sbagliamo, nel 1962. Dopo quasi 47 in ambiente umido è logico che alcune strutture metalliche siano intaccate. Bene, bisogna rifare la copertura del canale. A quanto ci risulta non esiste ancora né un progetto (ed è logico, dalla scoperta è passato troppo poco tempo), ma nemmeno lidea di rivolgersi a qualcuno specializzato, di un inizio di predisposizione di progetto. Saremmo felici se il Comune potesse e volesse smentirci (o perlomeno informarci) in proposito. Vorrebbe dire che, finalmente, ci si è resi conto di dover rendere ragione alla cittadinanza (tramite la stampa) di quello che si sta facendo. Poiché è chiaro che così, di lì, il Civis non potrà passare, che forse Roma bloccherà il progetto (come è successo per il maxitram di Firenze) sarebbe il caso di sapere se esiste un percorso alternativo. O se si pensa di andare avanti con i lavori comunque. Rischiando di aver fatto tanto per nulla.