La vendita dei terreni di villa Emo si colora di giallo. Dopo l'iniziativa bancaria annunciata dall'avvocato Paolo Mardegan nel corso della serata promossa a Fanzolo, per opporsi alla vendita dei terreni e alla eventuale nascita di una mega cava, un paio di telefonate brevi al cellulare, hanno raggiunto nella tarda mattinata di ieri, il presidente del Credito Cooperativo dott. Nicola Di Santo. "In italiano, voce contraffatta, forse da una cabina telefonica - racconta - c'è stato un "invito" ad occuparmi delle mie cose, e lasciare gli altri andare per la strada su cui devono andare. Ha messo giù per richiamarmi subito dopo, si era dimenticato di dirmi che potrebbe costarmi caro, n tutto con voce pacata tranquilla che non faceva trasparire nessuna emozione". Preoccupato? Precedenti". "Per niente, - risponde - nessun precedente, è la prima volta, la prima telefonata. Sette otto mesi fa qualcuno se l'era presa con la mia vettura, rigata da cima a fondo per tre volte". Una coincidenza, o la cosa è legata all'iniziativa dell'Istituto di Credito pronto a finanziare a tasso agevolato chi volesse acquistare quei terreni?. "Progetto ambiente - ricorda ancora Di Santo - è stato lanciato nell'assemblea dello scorso Natale. Un progetto atto al finanziamento per l'acquisto di beni di salvaguardia dell'ambiente, rivolto a privati o imprese. Quindi un ventaglio molto ampio di iniziative, tra le quali rientra anche la salvaguardia dei territo-ri come quelli di Villa Emo". Fanzolo ha risposto in massa al grido d'allarme, lanciato dal comitato che si oppone alla possibile vendita della terra che circonda Villa Emo, 57 ettari che stanno, forse, per finire in mano ad un cavatore. Una seduta alla quale mancava il parroco Don Alessandro Dussin, probabilmente invitato dai suoi superiori a non partecipare. Serata nel corso della quale sono anche usciti i numeri. Il Patriarcato di Venezia per acquistare i terreni avrebbe speso 4 miliardi e mezzo di lire, dalla vendita, pare abbia necessità di fondi per costruire una chiesa nuova a Mestre, ne ricaverebbe una trentina, n Sindaco Parisotto nel suo intervento ha spiegato. "L'amministrazione comunale si è attivata con una lettera al Patriarcato tendente ad ottenere che sull'area venisse posto il vincolo. Ci è stato risposto un chiaro "no". L'unica strada percorribile - ha ribadito - è quella di arrivare ad un vincolo indiretto, tramite la Sovrintendenza. La pratica è già sul tavolo della commissione preposta". Molti i cattolici che si sono sentiti scandalizzati come cristiani dal comportamento del Patriarcato, mentre per il Presidente Provinciale di Italia Nostra Umberto Zandegiacomo, la ricetta è chiara: "Vincolo di 23 chilometri attorno alle Ville Venete, interessare l'Unesco e il Ministro Urbani". Interventi anche di Cecchetto e Cazzolato, consiglieri comunali di centrosinistra; hanno attaccato l'aministrazione comunale per aver approvato un piano comunale di escavazione e ribadito la loro linea, porre un vincolo definitivo su quanto scavare. Prime iniziative, due lettere firmate dai cittadini, inviate al Vescovo di Treviso e al Patriarca di Venezia, per ottenere un incontro con una delegazione di Fanzolo, che possa spiegare le proprie ragioni.