File reperti antichi pubblicati su internet, con tanto di fotografie, per evitare che si disperdano per il mondo. È la soluzione a cui ricorrerà nei prossimi giorni il ministero dei Beni culturali per allertare i frequentatori delle case dasta e renderli consapevoli che potrebbero imbattersi in pezzi provenienti dallimponente collezione del trafficante inglese Robin Symes (stimata in 17mila opere) e di cui lItalia pretende la restituzione. Gli appassionati di antichità sappiano che quel migliaio di reperti è, infatti, oggetto di inchiesta da parte della magistratura italiana e, nel caso decidessero di acquistarli allincanto, un bel giorno potrebbero trovarsi nella condizione di doverli restituire al nostro Paese. La mossa dei Beni culturali è conseguenza del fallimento della trattativa con i liquidatori della collezione Symes, trattativa preparata da contatti nati nel 2007 fra il nostro ministro (allora era Francesco Rutelli) e il collega inglese. Lintento italiano era ditrovare una via stragiudiziale alla questione. Dal 2001 è, infatti, in corso, da parte della procura di Roma, uninchiesta per accertare se una parte dei pezzi della collezione Symes sia frutto di scavi non autorizzati sul nostro territorio e di esportazioni clandestine. Per il podi di esperti ministeriali che si occupa di recuperare le parti di patrimonio che ci sono state trafugate, non ci sono dubbi. I riscontri scientifici, sulla parte della collezione Symes che i liquidatori hanno messo a loro disposizione, dicono che circa mille reperti provengono dal nostro sottosuolo, portati alla luce dai tombaroli. Per ridarceli, però, gli inglesi vogliono i soldi. A inizio settembre, quando i liquidatori si sono incontrati a Roma coni nostri rappresentanti, sono stati perentori: se vogliamo quelle opere, dobbiamo acquistarle. Richiesta che ha chiuso ogni porta al dialogo. Rimane la via giudiziaria, che lItalia continua a percorrere, ma che ha tempi lunghi. Nel frattempo, niente vieta ai liquidatori di vendere le opere contese. Stava per accadere mercoledì scorso, quando la casa daste Bonhams aveva in catalogo un pezzo della collezione Symes rivendicato dallItalia. Lintervento del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, li ha fatti recedere. E ora ci si affida a internet.
Battaglia delle anfore tra Roma e Londra
Il ministero dei Beni culturali sta pubblicando online file di reperti antichi provenienti dalla collezione del trafficante inglese Robin Symes, stimata in 17mila opere. La collezione è oggetto di inchiesta da parte della magistratura italiana e lItalia pretende la restituzione. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha richiesto ai liquidatori della collezione di non vendere i reperti contesi, ma i liquidatori hanno risposto che devono acquistarli per poterli restituire allItalia. Il ministero sta pubblicando i reperti online per evitare che si disperdano e per allertare i frequentatori delle case daste.
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