Ariano Irpino. Al Piano Urbanistico Comunale si deve affiancare il nuovo piano esecutivo del commercio. L'argomento è stato al centro di un vertice al quale hanno partecipato il sindaco della città, Domenico Gambacorta, l'assessore all'Urbanistica, Antonio Mainiero, il progettista del Puc, architetto Pio Castiello, e le delegazioni delle associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti e Ciad). Il vero nodo da sciogliere è sostanzialmente quello relativo alle medie strutture, quelle cioè fino a 1500 mq. Per la grande distribuzione, infatti, entra in gioco la programmazione regionale e i comuni non possono battere ciglia, mentre per le piccole attività valgono le norme relative alla liberalizzazione voluta da Bersani. Ed è proprio sulle medie strutture che le opinioni tra amministratori comunali e associazioni di categoria rischiano di non coincidere. Anche perché queste sono le strutture maggiormente in espansione, a danno dei piccoli. «Nel Puc sono indicate le aree di espansione e di sviluppo commerciale - sostiene Manfredi D'Amato, presidente dell'Uca - ma prima che si possano verificare incongruenze e rilasciare altre licenze, sarebbe opportuno effettuare un censimento sull'intero territorio. Probabilmente non tutte quelle che vengono definite medie strutture rispettano i limiti imposti per legge. Ecco perche non ci dobbiamo avventurare verso scelte sbagliate, che finiscono per danneggiare anche coloro che intendono investire in questo settore. Nel 1999 quando si fece una prima razionale programmazione del settore venne fuori che ad Ariano Irpino erano già in soprannumero le medie strutture. Da allora ad oggi non si contano i nuovi insediamenti. Perché dunque non partire da dati certi e verificare in concreto come poter far diventare il territorio sempre più attrattivo per i comuni limitrofi e le altre province?