CAMPANIA Aversa. Operazione Reggia e Macrico, arriva il sigillo del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi impegnato ieri in un tour fra i tesori dell'arte di Aversa e Capua: una full immersion in quel patrimonio storico-architettonico quasi sempre al di fuori dei principali circuiti turistici e, proprio per questo, meritevole di attenzione e di rilancio. Ma è pur sempre dei «grandi attrattori» che si è parlato. A cominciare dal progetto di «sganciare» la reggia vanvitelliana dall'attuale assetto gestionale puntando a renderla indipendente sia sotto il profilo della programmazione, sia sotto l'aspetto di una maggiore autonomia finanziaria. Uno schema delineato dalla proposta di legge del Pdl (prima firmataria Giovanna Petrenga) che la prossima settimana dovrebbe essere calendarizzata nei lavori della commissione Cultura della Camera. «Un provvedimento da valutare con la massima attenzione - spiega Bondi - dal momento che come governo siamo convinti che la gestione autonoma dei beni culturali sia la strada da seguire. Anche con l'eventuale apertura ai privati». Il testo del provvedimento su cui il ministro ha assicurato una «corsia preferenziale» verrà illustrato da Petrenga domani. «È arrivato il momento di puntare a una svolta per la Reggia - evidenzia il deputato Pdl - tanto più che nel 2010 l'Aeronautica militare ha già annunciato che lascerà l'ala dell'edificio che ora occupa e che quindi, sarà interamente fuibile». Ma la visita di Bondi ha rappresentato anche un'opportunità da non perdere per il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti per «rilanciare» sul piano Macrico grazie all'intesa fra Comune, governo e Regione. Dopo i correttivi apportati al progetto preliminare e avallati dalla «struttura di missione» governativa, si è definito il quadro d'insieme di quello che si appresta a diventare una vera e propria rivoluzione urbanistica per la città. «Su questo dobbiamo accelerare e anche noi dovremo sbloccare qualche finanziamento», ha ammesso Bondi incrociando Petteruti. Poi l'impegno: una prossima visita a Caserta per seguire da vicino l'evoluzione del piano. Insomma, fra chiostri e colonnati, teatri e musei, navate e cripte a Bondi ieri è stato mostrato un tesoro seminascosto, molto spesso relegato all'oblio o condannato all'abbandono. «Per questo motivo - sottolineano Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e Pasquale Giuliano, presidente della commissione Lavoro del Senato - abbiamo propiziato questo viaggio nel territorio casertano e nell'area aversana ricevendone un segnale di attenzione, di concreta collaborazione per creare occasioni di sviluppo». E proprio parlando nella città normanna sarà lo stesso ministro a dire più tardi: «Basta fuochi d'artificio ma valorizzare anche il patrimonio d'arte delle città piccole e medie. Non possiamo più sprecare denaro per manifestazioni effimere, è necessario investire nei beni durevoli che sono rappresentanti in gran parte dai nostri quattromila musei. La cultura rappresenta un'opportunità determinante per la Campania e per il Mezzogiorno in particolare. Questo è il dato importante, legato al rapporto tra valori e territorio, non la camorra». Dunque, se c'è un imperativo è quello di insistere sulle istituzioni museali «spendendo bene le risorse disponibili». Un tema quest'ultimo rilanciato anche a Capua nelle pause di una improvvisata e itinerante «lezione» del critico Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario alla cultura, che ieri ha lasciato la poltrona di sindaco della sicula Salemi per un blitz in Terra di Lavoro. E una promessa al ministro pure l'ha strappata: una fondazione per il museo campano. La prossima settimana a Roma un tavolo sui dossier casertani: da Aversa a Capua è lontano il tempo degli ozi di Annibale.