«La chiusura del Museo Filangieri di Napoli è un caso culturale, mentre si continuano a dare soldi al Madre e si idolatra l'arte moderna». Vittorio Sgarbi, che ieri ha visitato il museo diocesano e il museo campano a Capua insieme con il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, lancia bordate sulla gestione dell'arte in Campania. «A Napoli - tuona - è molto più importante avere il Museo Filangieri aperto che non vedere una mostra di Manzoni al Madre. Tutta questa schizofrenia della spesa culturale è indirizzata a una specie di neopaganesimo, all'idea di adorare gli idoli che sono gli artisti contemporanei, dimenticando la storia e la tradizione». E ancora: «C'è un processo perverso, ne ho parlato in commissione Cultura alla Camera - aggiunge - Proprio il fatto che il Filangieri e altre strutture abbiano difficoltà e invece non le abbia il Madre al quale si continua a dare soldi è il segno di una specie di follia. Si privilegiano le cose alla moda rispetto a quelle che hanno un interesse fondamentale». Bondi lancia invece l'operazione teatro San Carlo: «Convocherò entro due settimane i sindaci dei comuni interessati e i sovrintendenti delle Fondazioni liriche per una soluzione al nodo dei costi delle Fondazioni stesse». Rispondendo ai giornalisti il ministro aggiunge: «Ne ho discusso con tutti i sindaci, i quali concordano con me che la situazione finanziaria delle Fondazioni lirico-sinfoniche è ormai insostenibile, in primis per gli enti locali nonché per l'esecutivo». Da qui l'idea del vertice urgente: «Abbiamo già fissato una riunione, che si terrà tra due settimane, con i primi cittadini interessati e con tutti i sovrintendenti delle Fondazioni per trovare una via d'uscita condivisa che ci consenta di risolvere un problema che non può essere lasciato marcire» conclude. Un intervento che fa seguito alle polemiche scatenate nei giorni scorsi dal ministro Renato Brunetta che, da Ravello, ha puntato il dito proprio contro il San Carlo parlando di sprechi di risorse. Intanto Daniel Oren, negli anni scorsi direttore stabile del San Carlo e attuale direttore musicale del Verdi di Salerno, lancia un appello ai politici: «Vi prego - dice - non uccidete la musica in nome di qualche decimale di Pil. Se ritenete che vi siano degli sprechi prendete seri provvedimenti, ricorrete all'autorità giudiziaria se lo ritenete, ma non lesinate i quattrini per fare lo spettacolo». «Siamo - insiste - il Paese che investe il minore importo in tutta Europa per le attività musicali, lo 0,4. Indicibile e incredibile. Vi prego, non credete che l'essere ministri vi faccia de facto depositari della migliore ricetta per risolvere i problemi». ger.aus.