Pacchetti turistici per portare i manager in Toscana e trasferimento di opere darte -------------------------------------------------------------------------------- «Si può cominciare con lo scambio di opere darte o con la moda. Si può pensare ad esempio ad associare al turismo dei congressi e degli affari di Milano ad eventi fiorentini. E si può cominciare da subito, senza aspettare lExpo del 2015». Di ritorno dalla capitale meneghina il sindaco Leonardo Domenici disegna così lasse del nord Milano-Firenze. Una vera e propria «alleanza strategica», come la chiama, che ieri ha trovato il primo atto nel protocollo dintesa firmato a Palazzo Marino con il sindaco Letizia Moratti. Il protocollo dellEsposizione Universale che, secondo Domenici, non dovrebbe limitarsi ai sei mesi dellExpo ma dare lavvio ad una collaborazione stabile e continuativa tra le due città. «I milanesi sono molto interessati, in vista dellExpo stanno cercando relazioni, mettendo da parte ogni motivo di competitività. E ora che lAlta velocità consentirà di raggiungere Milano in meno di 2 ore - dice il sindaco Domenici dal treno che lo riporta indietro - sarà inevitabile che Firenze graviterà sul nord e sulla capitale milanese molto di più di quanto è accaduto fino ad oggi». Alleanza strategica, dunque. «Non nel senso che si escludono altri rapporti, come quelli avviati con Bologna, piuttosto nel senso che Firenze si troverà ad essere sempre più baricentrica e che potrà offrire, in una logica di divisione del lavoro, quello che Milano non ha». Già prima dellExpo, secondo Domenici, è possibile pensare a pacchetti di viaggi che portino i turisti business di Milano a visitare Firenze e il suo patrimonio artistico e culturale. E così facendo laccordo del nord nato sullExpo, che nel 2016 avrà come tema centrale lalimentazione e gli squilibri del mondo, diventa anzitutto una opportunità. Un nuovo orizzonte che si apre davanti al capoluogo toscano. Ben al di là dei 223 milioni di euro che i ricercatori economici hanno già calcolato come possibile ricaduta dellExpo milanese sullindotto turistico fiorentino. «Lo spirito di questa intesa è anzitutto quello di valorizzare le identità culturali delle nostre città, ma consentirà anche di mettere a fattore comune le nostre relazioni internazionali», sostiene il sindaco milanese Moratti, con cui Domenici ha pranzato sul tram-ristorante utilizzato spesso per i matrimoni. Meglio trattare dunque con il sindaco Moratti piuttosto che con il ministro dei beni culturali Sandro Bondi? «Diciamo che Moratti può essere una con cui ragionare insieme, allo stesso tavolo con Bondi», dice il sindaco Domenici dopo lo scontro di questi giorni col ministro sul Maggio Musicale fiorentino, che ha seguito di poco quello sulla tramvia. Proprio il sindaco Moratti ha del resto detto a Domenici di voler ospitare a Milano una sede distaccata dellIstituto agronomico dOltremare, cioè listituto che si trova a Coverciano e che, per conto del ministero degli esteri, si occupa di agricoltura e che fa già parte del comitato scientifico dellExpo 2015. A Palazzo Marino, a fianco di Moratti e in veste di presidente dellAnci, lassociazione dei Comuni italiani, Domenici è tornato anche sulla questione dellIci prima casa, abolita dal governo Berlusconi. I conti non tornano, dice Domenici: «I 2,6 miliardi di euro inizialmente previsti non bastano e, anche se abbiamo avuto un rimpolpamento con ulteriori 260 milioni, questa integrazione non è ancora sufficiente per garantire un rimborso integrale ai Comuni».