Paola Zonca CI SONO i quadri della Milano dell'Ottocento, quando i Navigli scorrevano ancora in pieno centro e piazza Duomo, prima che costruissero la Galleria, era il cuore pulsante della città popolare, con le rivendite di pane, le bancarelle di pesce e la folla brulicante. Ci sono le testimonianze iconografiche del Duomo, riprodotto infinite volte e dalle più diverse angolazioni, simbolo ambrosiano per eccellenza e luogo attorno al quale si è formata l'identità cittadina. C'e il piano nobile dell'aristocratico palazzo, con gli arredi originali dell'appartamento dei Morando Attendolo Bolognini, abitato fino al 1945 dall'ultima proprietaria, Lidia Caprara, che donò l'edificio al Comune. C'è il piccolo cortile, elegante e silenzioso, che suggerisce quel carattere segreto, geloso dei propri tesori, che rappresenta l'essenza più intima dell'anima meneghina. C'è tutto questo al Museo di Milano, in via Sant'Andrea: la storia dei mutamenti urbani subiti dalla città nel corsi del secoli, la Milano monumentale e quella dell'emarginazione operaia, gli aspetti della vita pubblica e privata, le figure dei personaggi più illustri che vi hanno operato. Da martedì questo inestimabile patrimonio, dopo i restauri durati due anni e costati circa 2 milioni e 290 mila euro, sarà riaperto al pubblico, assieme al pianterreno che ospita il Museo di Storia Contemporanea, dove lunedì verrà inaugurata la mostra proveniente da Roma "Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro". Un intervento imponente che, su progetto dell'architetto Paolo Caputo, ha interessato l'intero Palazzo Morando Attendolo Bolognini, edificato alla metà del Seicento in stile barocchetto e poi più volte rinnovato: il piano terra, con l'ampliamento della sede espositiva nell'attiguo edificio di via Bagutta (ora la superficie complessiva è di 757 metri quadri), il piano nobile su cui è stato effettuato un restauro conservativo, il secondo" e il terzo livello con la creazione di uffici, depositi e laboratori di storia destinati agli studiosi, gli esterni. E il restauro ha riportato alla luce bellezze nascoste, come il fregio con putti festanti affrescato in una fascia sottogronda sulla facciata che da su via Sant'Andrea, ed ha permesso il recupero del cortile e della terrazza del primo piano. Ma anche sul contenuto si annunciano importanti novità: alle già esistenti raccolte Beretta (la Pinacoteca, coi quadri di Angelo Inganni, Luigi Nisi, Giovanni Migliara e altri) e Morando (le stanze dell'appartamento nobile, con la ricca dotazione che, andata dispersa in passato, è stata quasi completamente recuperata) si è aggiunta l'intera Collezione Litta, che l'Ospedale Maggiore di Milano ha concesso in deposito per un ventennio. Si tratta di 49 tra dipinti e sculture provenienti dalla donazione di Eugenia Attendolo Bolognini Urta: il pezzo forte è l'originale in marmo della "Preghiera del mattino" di Vincenzo Vela, bellissima opera scolpita nel 1846, esempio eccellente della poetica romantica della quotidianità e degli affetti. Ma il visitatore può ammirare anche una sirena m bronzo e rame, una delle quattro figure dell'antico ponte sul Naviglio in via San Damiano, ora sistemato tra i laghetti del parco Sempione. «Un nuovo tassello si aggiunge al percorso intrapreso dal Comune per rinnovare le sedi musealiricorda l'assessore alla Cultura Salvatore Carrubba Si sta per concludere la prima patte dei lavori al Castello, è partito l'intervento sul terzo lotto di Palazzo Reale. Hanno riaperto i Musei del Risorgimento e di Storia Naturale, mentre sono in ristrutturazione l'Acquario e la Villa Reale. Qui siamo nel centro del quadrilatero della moda: ci appelliamo agli stilisti perché adottino questa bellissima casa-museo e sostengano le sue iniziative, come senz'altro succederebbe a Parigi». Creato nel 1934 con sede a Palazzo Sormani, dove oggi è dislocata la Biblioteca Comunale, il Museo di Milano si è spostato nel '45 a Palazzo Morando. Nel '94 l'edificio è diventato anche la sede del Museo di Storia Contemporanea ed è stato aggregato alle Raccolte Civiche assieme al Museo del Risorgimento. Il direttore Roberto Guerri pensa di focalizzare l'attenzione sul XX secolo, con esposizioni temporanee o di lunga durata per consentire anche gli approfondimenti di studiosi, insegnanti, studenti. Dopo De Gasperi, si prepara per l'autunno una mostra sugli ottant'anni dell'Università Statale. Museo di Milano, via Sant'Andrea 6, apertura al pubblico da martedì. Orari: martedì-domenica 1417.30 (al mattino solo visite guidate di gruppi su prenotazione), ingresso gratuito. Tel. 02.76006245