Pistoia, 20 ottobre 2008 - «Specie in periodi così difficili, abbiamo lobbligo di pensare tutti insieme un sistema diverso per la cultura di cui non tutti sembrano considerare la effettiva importanza come vero motore di sviluppo per leconomia toscana». Paolo Cocchi ha concluso il primo dei tre seminari di studio, organizzati dagli uffici del suo assessorato, per «iniziare a mettere qualche contenuto forte verso la nuova legge toscana in materia di beni e attività culturali». Per lassessore alla cultura di Regione Toscana "in particolare oggi, dopo la riforma del titolo Ii della Costituzione, cè molto da innovare e molto da qualificare così come non basta esercitarsi in continue e reciproche lamentele anche perché non possiamo trascurare come la cultura sia essenziale, in Italia e nel mondo, per la tenuta della democrazia". La nuova! legge toscana avrà le caratteristiche del Testo Unico ! e intend e superare lattuale articolazione normativa settoriale basata come ha anche ricordato Ambra Giorgi, presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale su sei distinte leggi approvate fra il 1980 e il 2005: le leggi su musei, bande e cori, istituzioni culturali, biblioteche, spettacolo, cultura contemporanea. Il seminario si è svolto a Pistoia, nella biblioteca "San Giorgio" inaugurata lo scorso anno e costruita sulle macerie della grande fabbrica da dove per decenni sono usciti vagoni e motrici ferroviarie ("Una fabbrica, oggi, di cultura e di valori", ha sottolineato lassessore comunale Rosanna Moroni). E intervenuto, concordando sullimportanza della sinergia istituzionale, Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del ministero. Due relazioni di dirigenti regionali (Gianbruno Ravenni e Massimo Gregorini). Numerosi gli interventi. Due gli altri seminari: Montevarchi (! 20 novembre) su musei, biblioteche, archivi, istituzioni culturali; Firenze (11 dicembre) sulle attività legate allo spettacolo. .