BRIENNO - Un altro paese dice basta a mattone selvaggio Un altro paese del lago con un ravvedimento nei confronti delle ferite inferte al paesaggio, si schiera contro la cementificazione. Il comune di Brienno, tramite il sindaco Patrizia Nava, annuncia un cambio di indirizzo in fatto di pianificazione urbanistica. Ci sono da risolvere problemi cocenti rappresentati dall'ex Mulino, che con i muri di cemento armato e le profonde occhiaie, nell'ambito di un cantiere chiuso da tanto tempo, offende il paesaggio. Più in là, verso la chiesa, c'è il massiccio insediamento di edilizia popolare, altro caso entrato nel mirino di chi ha a cuore la salvaguardia del paesaggio, ma la svolta importante sembra essere rappresentata dall'annuncio del sindaco di intraprendere un nuovo tipo di cammino, nell'ambito dell'unione dei comuni della Riva romantica, rivolto «a incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente e ridurre al minimo l'ulteriore utilizzo del territorio per nuove edificazioni, nel proseguimento di uno sviluppo sostenibile, nella ricerca di un giusto equilibrio tra progresso e tutela dell'ambiente». In questo ambito, nelle scorse settimane anche una mostra alla Filanda Mantero con 38 progetti degli allievi della Nuova accademia delle belle arti di Milano. Alcuni lavori rifìguardavano la riqualificazione del centro storico del paese.
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Il comune di Brienno, in Lombardia, ha annunciato un cambio di indirizzo in fatto di pianificazione urbanistica. Il sindaco Patrizia Nava ha promesso di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente e ridurre l'ulteriore utilizzo del territorio per nuove edificazioni. Questo è parte di uno sviluppo sostenibile che cerca di trovare un equilibrio tra progresso e tutela dell'ambiente. La decisione è stata motivata dalla necessità di risolvere problemi cocenti rappresentati dall'ex Mulino e dall'insediamento di edilizia popolare che offende il paesaggio.
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