Ritornerà entro l'estate in Etiopia dopo 67 anni. Perché il progetto per il viaggio di ritorno della stele di Axum, 150 tonnellate di pietra basaltica scura, messo a punto dai tecnici del Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio è pronto e definito. E la prossima settimana verrà reso operativa con i primi passi ufficiali. La rassicurazione arriva dal pool di ingegneri, professori universitari e tecnici dell'Istituto centrale di restaura che in questi mesi si sono presi cura del monumento funerario: studiando e realizzando lo smontaggio, il trasporto ed il montaggio nel luogo di origine. Il progetto sul viaggio tiene conto di tutto: dal sistema di fasciatura ed imballaggio dei tronconi al tipo di vite che chiuderà le casse, ingegneri ed architetti hanno previsto tutto. Oltre naturalmente al tipo di vettore, un Antonov russo o un Galaxy americano, in grado di trasportare 160 tonnellate di pietra alte 24 metri divise in tre parti. Inoltre, in alcuni sopralluoghi è stato affrontato anche il problema della pista dell'aeroporto di Axum, la sua estensione di 2.100 metri quadri e la sua quota a 2000 metri che, secondo i parere degli esperti, non sono elementi ostativi all'atterraggio di un jet. Nel progetto di viaggio vengono indicati anche la pressione e la temperatura della cabina che ospiterà la stele, il modo di imbarcare i tronconi e la tempistica. «Non ci sono ritardi, procede tutto secondo la tabella di marcia», rassicura il professor Giorgio Croci, ordinario di tecnica delle costruzioni, e responsabile del pool di esperti - Se tutto filerà liscio, dunque, Axum riavrà la sua stele entro l'estate.