Sospesi i lavori in attesa del sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza Momentaneo stop ai lavori di ristrutturazione degli immobili di Borgo Rizza, fitto agglomerato rurale, destinato a diventare un centro servizi. Gli edifici recuperati al momento sono stati tre. Il finanziamento assegnato è stato di 845.956 ottenuto mediante l'inserimento del progetto nella misura 2.01 del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, di competenza del Dipartimento Regionale per i Beni Culturali. Mancano pero altri due milioni di euro per il completamento dell'opera. E, soprattutto, occorre stabilire la determinazione d'uso. A tal riguardo si registra un intervento del presidente del Gal Leontinoi Enzo Pupillo che sprona i politici carlentinesi «di far presto a programmare una valorizzazione che promuova linee di sviluppo coerenti con la vocazione del territorio». Il recupero del fitto agglomerato urbano dieci edifici e una Chiesa è stato stabilito grazie ai fondi stanziati dal P.I.T. (Progetto Integrato Territoriale) n. 28 denominato «Hyblon-Tukles», promosso e gestito dal Gal Leontinoi in collaborazione con il Gal Val d'Anapo e approvato, primo in graduatoria nell'intera Sicilia, con decreto del Presidente della Regione n. 94 del 18 giugno 2002. L'Università di Palermo ha incentivato studi su Borgo Rizza. Sono molti i neolaureati che, in questi ultimi tempi stanno facendo ricerche per la loro tesi di laurea su quel quel borgo isolato, che dista 10 km dal centro abitato, costruito intorno al l940 in attuazione della legge sulla colonizzazione del latifondo siciliano. Fra i molti enti prestigiosi, che hanno dimostrato interesse per il completamento dell'opera c'è anche l'Accademia delle Belle Arti di Catania, interessata alla gestione in concessione della struttura per creare un centro di aggregazione per arti e mestieri. Il Comune di Carlentini sta contribuendo al completamento dell'opera con uno stanziamento aggiuntivo, necessario per rendere possibile la ristrutturazione completa degli edifici individuati. «La decisione sulla destinazione degli edifici recuperati - sottolinea il presidente Enzo Pupillo - spetta alla classe dirigente carlentinese, nelle sue molteplici espressioni: quella politica, quella imprenditoriale, quella associativa. Le raccomandazioni che si possono suggerire sono due: fare presto e programmare una valorizzazione che promuova linee di sviluppo coerenti con le vocazioni del territorio».