Il ritiro immediato della procedura avviata per la messa in liquidazione di Ales, la società che si occupa di custodia e manutenzione di musei in Campania e nel Lazio, partecipata da Italialavoro per circa il 70 per cento e dal ministero dei Beni culturali per il restante 30. E' quanto chiedono i lavoratori del gruppo, rappresentati da Giuseppe Pinto, segretario Rsa Uil, che sottolinea "l'anomalia" della procedura, in quanto "non si tratta di un settore in crisi, nonostante si sia chiuso l'anno con il bilancio in rosso. I fondi ci sono aggiunge Pinto - ed è ora che il Ministero dei Beni culturali li sblocchi. Siamo pronti alla mobilitazione e, se necessario, allo sciopero. danila liguori danila liguori La società Ales rischia di chiudere i battenti. Come si è arrivati a questo punto? La colpa è del Ministero dei Beni culturali, che ha i fondi, ma non vuole sbloccarli. Hanno addirittura avviato la procedura per messa in liquidazione della società, ma si tratta a mio avviso di una procedura anomala. Perché parla di anomalia? Perché il Ministero ha chiuso l'anno con un bilancio in rosso di 1 milione e 600 mila euro, ma in realtà i soldi ci sono, e noi chiediamo che vengano sbloccati al più presto. La procedura risulta quindi anomala perché non si sta parlando di un settore in crisi come si vuol far credere, ma di un comparto fondamentale per la nostra Regione. Cosa farete? Il prossimo passo potrebbe essere quello di avviare una manifestazione di protesta; in realtà ci stiamo già pensando. In cosa consisterebbe? Nell'effettuare un presidio permanente sotto il Ministero, perché quello di cui abbiamo bisogno è un intervento politico che smuova la cortina d'indifferenza che c'è nei nostri confronti. Altrimenti si potrebbe continuare con uno sciopero di dimensioni e conseguenze molto evidenti, perché coinvolgerebbe luoghi importanti della nostra Regione. Per esempio? Nello sciopero sarebbero coinvolti, tra gli altri, il Palazzo reale di Napoli e quello di Caserta, gli scavi di Cuma, la nostra Biblioteca nazionale, Villa Pignatelli, e tanti altri ancora. Tutto questo perché non possiamo prenderci il lusso di perdere posti di lavoro in un settore che nella sola Campania ne conta 263, e 430 se includiamo il Lazio. Al ministro Sandro Bondi cosa chiedete in particolare? Al ministro abbiamo già rappresentato la situazione nella quale ci troviamo e non per nostra responsabilità. Ora chiediamo che venga immediatamente ritirata la procedura. Se ci sono state delle disfunzioni gestionali, certamente non possono essere scaricate sui lavoratori. Le proteste coinvolgono dunque solo il Ministero. Nessuna colpa per Italia lavoro? Assolutamente no, si tratta di un'agenzia seria che fa il suo lavoro, anche se è difficile andare avanti senza fondi.
CAMPANIA - Liquidazione di Ales, Pinto (Uil): Procedura anomala
Il Ministero dei Beni culturali ha avviato la procedura per la messa in liquidazione della società Ales, che si occupa di custodia e manutenzione di musei in Campania e nel Lazio. I lavoratori del gruppo, rappresentati da Giuseppe Pinto, segretario Rsa Uil, chiedono il ritiro immediato della procedura e chiedono al Ministero dei Beni culturali di sbloccare i fondi. I lavoratori sostengono che la procedura è anomala e che il Ministero ha i fondi, ma non vuole sbloccarli.
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