Una riunione in Sovrintendenza, con il responsabile di zona Giacomo Laudato. La prossima tappa per i gestori del bar Amadeus di piazza Amedeo e del bar Casa Ferrieri di via Filangieri, tra gli ultimi locali che hanno visto apporre i sigilli ai loro gazebo, sarà a Palazzo San Giacomo: qui presenteranno un progetto, con le prescrizioni riferite dalla Sovrintendenza, ai funzionari della commissione Edilizia integrata del Comune, che dovrebbe approvarli nel giro di alcuni giorni. «Mentre per il primo locale - spiegano Fabio Chiosi e Maurizio Tesorone, presidente e vicepresidente della prima municipalità - occorre una modifica per evitare danni a un albero, per il secondo invece è necessaria una riduzione che consenta di non occultare più la facciata della chiesa di Santa Caterina». Destini separati, invece, per i quattro locali di piazzetta Rodinò, i primi che la scorsa settimana subirono l'apposizione dei sigilli. Due giorni fa il dissequestro per il gazebo del «Coco Loco»: per i locali «Orange», «Rodinò 28» e «Gran Caffè Cimmino» la decisione dei giudici arriverà solo la settimana prossima, dopo il rinvio dell'udienza. È necessario, secondo quanto sostengono i vertici della Municipalità, che si faccia chiarezza. «È assurdo - spiegano - che mentre la polizia amministrativa del Comune autorizza le strutture, la polizia municipale procede al loro sequestro. Speriamo che tutto si risolva quanto prima, anche grazie alla disponibilità mostrata dagli imprenditori in questione ad apportare tutte le modifiche del caso, a tutela dell'estetica e delle stesse attività commerciali del quartiere». f.j.