Un percorso didattico dalla preistoria agli etruschi dal medioevo a oggi E in mezzo i capolavori della pinacoteca PRATO. È chiuso da anni. Forse riaprirà nel 2010 e, conservatrice a parte, non è affidato a custodi, guide o altro personale. Il Museo Civico - o meglio, Palazzo Pretorio - vive di restauri a singhiozzo (anche se adesso pare la volta buona) e di ricordi. Solo che alla compagnia di quest'ultimi, che poi sono i pezzi fra i più importanti dell'arte cittadina, deve giocoforza rinunciare. Tornerà, trasformato, a esserne la vetrina. Come sarà. In piazza del Comune (e precisamente nel Palazzo) si lavora. È ormai probabile che almeno parte del Museo Civico riaprirà fra poco più di un anno e che lo farà in una veste interna tutta nuova. Al piano terra prenderà posto un percorso storico e didattico sulla città, dalla preistoria ai giorni nostri, passando inevitabilmente per gli Etruschi e il Medioevo. Bisognerà vedere, però, se d'etrusco entrerà qualcosa di tangibile, oltre che di "multimediale", all'interno delle sale espositive. C'è una richiesta per poter collocare alcuni pezzi pregiati di Gonfienti nel Museo Civico. Mancano le risposte, anche in ragione di vedute diverse. Non è un mistero che qualcuno pensi di diffondere i reperti etruschi in sedi diverse e che qualcun altro li vorrebbe trasferire ad Artimino, dove già c'è un museo archeologico. Resta in piedi, inoltre, l'ipotesi di Villa Niccolini, a due passi dagli scavi. La situazione di Gonfienti, si sa, è però un mix di misteri, gelosie e problemi di convivenza con l'Interporto. Nell'ingarbugliamento, anche Palazzo Pretorio dovrà aspettare. Comunque sia, la sezione avrà i caratteri del centro di divulgazione, aperto a cittadini e turisti, compresi coloro che meno sanno di Prato. Al primo piano, che sarà raggiungibile anche con l'ascensore, riprenderà posto, con una collocazione più moderna e luminosa, la pinacoteca. Come dire che studiosi e appassionati d'arte potranno in fondo salire subito le scale. Cambierà l'ingresso. Si passerà dal cortile sul retro del palazzo. A restauri ultimati, infine, si porrà un problema di raccordo, anche dal punto di vista delle immagine, col Caffè delle Logge, chiamato, come usa oggi, a essere la caffetteria del Civico. Il museo in tour. Palazzo Pretorio assiste al girovagare delle sue opere, quasi fosse un padre che per riaccoglierle ha prima bisogno di risistemar casa, di farsi una nuova vita, di pagare il debito con un passato (anche recente) che lo ha visto a corto di fondi. A Barcellona, per le opere del Civico pratese, è stato di recente un successo. In altre sale cittadine, poi, è pur sempre possibile ammirare i capolavori che stavano (e torneranno) in Palazzo Pretorio. Un'altra mostra all'estero - non si sa ancora dove, perché sono in corso i contatti con un paio d'importanti realtà museali di livello internazionale - accoglierà nei prossimi mesi i pezzi pregiati della collezione dei pratesi. Ciò detto, resta il fatto che a oggi il Museo Civico viva in giro per Prato (e fuori), con la formula un po' strana ma pur sempre efficace del "museo in tour". Maria Pia Mannini, la conservatrice, è di fatto l'unica a occuparsi direttamente e ogni giorno del palazzo e delle opere. Del resto, a un museo chiuso non serve molto personale. Farlo vivere è però un impegno, che ha finito per trasformarla in una sorta d'agente di viaggi al servizio delle opere d'arte.
PRATO - La storia di Prato in un museo Ecco come sarà il Civico dopo i lavori in Palazzo Pretorio
Il Museo Civico di Prato, chiuso da anni, potrebbe riaprire nel 2010. Il percorso didattico sulla storia della città, dalla preistoria ai giorni nostri, sarà collocato al piano terra. La pinacoteca, invece, sarà trasferita al primo piano, con una collocazione più moderna e luminosa. Il museo sarà aperto a cittadini e turisti, e sarà possibile ammirare i capolavori della collezione, anche se alcuni pezzi pregiati potrebbero essere trasferiti ad altre sedi. Il Palazzo Pretorio sta subendo restauri e cambierà l'ingresso. Il museo sarà in tour, con le opere che gireranno per la città e per l'estero.
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