Matulli: ma troveremo una soluzione Tramvia, resti del ï300 dagli scavi congelato lanticipo della linea 2 Il vicesindaco: lasciamoli in vista coprendoli con materiale trasparente Domani assessori e candidati alle primarie al sit in in piazza Duomo per il sì al progetto Prima il ministro Bondi e lavvio della campagna elettorale del centro destra già lanciata sul vento anti-tramvia, al grido di no al tram in centro e in piazza Duomo. Ora invece il nuovo caso sulla tramvia nasce dalle vecchie mura trecentesche, forse appartenenti al vecchio convento di Santa Maria Novella, a combattere con la linea 2, la più chiacchierata del complesso tramviario fiorentino, appunto per il suo passaggio dal centro. Stop per ora da parte della soprintendenza a qualsiasi posa di binari alla stazione nel tratto dietro Santa Maria Novella. Là dove, proprio con gli scavi fatti per il tram, si sono intravisti resti archeologici che secondo la soprintendente Paola Grifoni sono «degni di forte interesse». Tuttavia la nuova paralisi è solo apparente, spiega il vice sindaco Matulli e conferma luomo tramvia di Palazzo Vecchio, lingegner Giovanni Mantovani. Tranquilli, lo stop della soprintendenza non andrà a toccare e neppure sfiorare la linea 1 Firenze-Scandicci che sta per essere terminata. Impedirà solamente di anticipare la linea 2 gettando, oltre a quelli della linea 1, una cinquantina di metri di binari che per ora sarebbero rimasti inutilizzati ma che si sarebbero già trovati pronti una volta che avessero avuto inizio i lavori. Lavori, tuttavia, ancora abbastanza lontani nel tempo da lasciare modo di fare tutti i controlli possibili e escogitare una possibile soluzione. Nessun problema dunque. Ne potrebbe sorgere uno solo se la questione dei ritrovamenti archeologici non sarà stata risolta neanche quando davvero si inizierà a costruire la linea 2. Ma cè una soluzione secondo il vicesindaco anche in questo caso: lasciare gli scavi in vista coprendoli con materiale trasparente e dunque mettendoli in mostra e valorizzandoli e fare passare il tram su binari sospesi sopra due ponti in acciaio. Una soluzione un po alla Caltrava, anche se abbastanza futuribile. Se i binari sospesi siano fattibili o meno si capirà. Intanto vediamo cosa realmente è accaduto. Si è scavato per la tramvia e si è trovato il muro giudicato dalla soprintendenza notevole e su cui sono stati affidati studi più precisi alla Cooperativa Archeologia che segue gli scavi. In attesa del risultato non è ancora possibile definire bene la reale importanza dei ritrovamenti. Ma intanto bastano a far dare lo stop da parte della soprintendenza a qualsiasi lavoro tramviario nella zona dietro la basilica di Santa Maria Novella o davanti alla scuola carabinieri dove, nella prima e ormai lontana versione del progetto tramvia, sarebbe dovuta andare la fermata della linea 1. Fermata che però da tempo era stata già rivista e spostata indietro verso il bar Deanna, in via Alamanni, dove adesso cè la fermata dei bus. E questo non per questioni archeologiche, allora ignote, ma perché più funzionale a fare arrivare i viaggiatori alla stazione e da lì ripartire per le altre destinazioni della seconda linea. Ma siccome il progetto originario era di sette chilometri e mezzo di rotaie, si era pensato di utilizzare lo stesso tutto lo spazio previsto, occupando quello lasciato libero dalla fermata spostata con 50 o 70 metri circa di binari morti: binari che sarebbero diventati poi linizio della linea 2. Bene, solo quelli saranno sacrificati. Per ora non si anticipa un metro di linea 2, in attesa di studiare meglio la soluzione. «Ma abbiamo tutto il tempo di farlo», spiega Matulli. Nel frattempo la tramvia in centro e il passaggio del tram da via Cerretani-via Martelli, dietro al Battistero, dove ora transitano duemila bus al giorno, saranno difesi con un sit in dalle 11,30 di domani in piazza del Duomo dagli assessori di Palazzo Vecchio, dai candidati alle primarie del Pd per il sindaco di Firenze, dagli ecologisti del partito che lunedì lancia la sua battaglia per il trasporto pubblico locale in nome di un maggior servizio ai cittadini e di un minore inquinamento. (i. c.)