Dodici milioni di metri quadrati del Villafranchese nelle mappe dei nuovi insediamenti. I capi locali della Lega Nord si schierano contro Aperto il tavolo di confronto con l'assessore Marangon Chiediamo che sia prestata attenzione a paesaggio e attività agricole AVERARDO AMADIO RESPONSABILE DEL WWF Autodromo e district park a Vigasio, industrie a Mozzecane e a Nogarole Rocca, mercato agroalimentare a Trevenzuolo, mega scalo ferroviario a Isola della Scala. Totale: dodici milioni di metri quadrati di terreni. Un'enormità, secondo gli ambientalisti. Per questo motivo, la strategia delle associazioni cambia e, invece di scendere in strada con i cartelli, aprono un canale con la Regione per tentare di convincere le amministrazioni che nel Villafranchese c'è troppa carne al fuoco. Guidati da Averardo Amadio, storico esponente del Wwf, le delegazioni che rientrano nella costellazione del gruppo ambientalista Genius Loci hanno incontrato all'università di Verona l'assessore regionale alle politiche urbanistiche Renzo Marangon, il presidente della società Autodromo Martino Dall'Oca, l'ingegnere della Provincia Elisabetta Pellegrini e alcuni amministratori comunali di Vigasio e Trevenzuolo. Due le richieste fatte. La prima: una moratoria per tutte le opere progettate. Risposta: nulla da fare. Seconda domanda: ridimensionare i piani, occupare meno terreni e rispettare il paesaggio. È su questo punto che ora il Wwf e le altre associazioni attendono una risposta da Venezia, sperando che il confronto continui. «Abbiamo detto», spiega Amadio, «che il piano d'area Quadrante Europa, con le varianti approvate dai Comuni, ha raggiunto una dimensione assurda. Basti pensare soltanto all'area tra Nogarole e Mozzecane: soltanto lì le industrie diventeranno uno sbarramento di quattro chilometri e mezzo di lunghezza». Il Wwf sa bene che per alcune di queste opere la strada è spianata. È il caso dell'autodromo, per esempio. Martedì sera a Vigasio, il presidente Dall'Oca firmerà le convenzioni con i Comuni di Trevenzuolo e Vigasio, dopo che la Provincia ha concesso alla società il parere favorevole all'impatto ambientale del progetto. «Anche su questa struttura va fatta una riflessione. Noi chiediamo che vengano riviste le altezze degli edifici. Il paesaggio va salvaguardato da alberghi alti 35 metri, da un centro commerciale alto 25 metri, da colline antirumore alte 20 metri e da parcheggi da 44mila posti auto». Agli ambientalisti sta a cuore non solo il parco del Tartaro-Tione, garantito dalla Regione. «Cosa ce ne facciamo di 50mila alberi piantati?», si chiede Amadio. «Noi vorremmo che sui terreni continuasse la produzione agricola». Ora Wwf e Genius Loci attendono che la discussione con la Regione prosegua. Ma la pressione ambientalista su Venezia è soltanto una delle incognite che pesano sulle grandi opere, divenute ormai simbolo del futuro del Villafranchese. Ce ne sono almeno altre due che fanno addensare nubi sulle realizzazioni dei progetti. Una è planetaria e si chiama crisi finanziaria. Ci saranno nei prossimi anni i soldi pubblici e delle banche per garantire erogazioni per miliardi di euro? L'altra è squisitamente politica. Porta dritto alla Lega Nord, partito di maggioranza in Regione, Provincia e in diversi Comuni dell'area interessata dai progetti. I leader locali del Villafranchese, capitanati dal consigliere provinciale e segretario di circoscrizione pianura ovest Giovanni Codognola, si stanno esponendo con una campagna molto chiara a suon di volantini che riportano lo slogan: «Questo è quello che vogliono fare, cementificare il nostro territorio». La partita sulle grandi opere si gioca anche in casa del Carroccio