Lastre storiche Sergio Chiambaretta raccoglie da oltre quarantanni macchine fotografiche e cineprese, lastre e visori Ma nessuno a Torino sembra volere la sua collezione Alla scuola media Verga ha allestito da qualche mese un piccolo museo del cinema Grazie al suo ricco archivio storico ha pubblicato vari volumi dedicati alla città dantan Giovanni Pastrone definiva i «quadri grandiosi» del film Cabiria di una «magnificenza mai vista». Sergio Chiambaretta può dire la stessa cosa a proposito del suo Museo storico delle apparecchiature fotografiche, una collezione straordinaria di circa 300 macchine, con vari accessori, costruite tra il 1845 e il 1960, che è frutto di ricerche e di acquisizioni (e di restauri) in tutta Europa che durano da quarantanni. Tuttavia il museo, che sarebbe davvero unico in Italia nel suo genere, per ora esiste soltanto nel desiderio di questo signore di origini canavesane, settantaquattrenne, che ha consacrato la vita alla passione per le immagini: dalla fotografia al cinema (e al cosiddetto precinema). Offerta al Comune di Torino, che non è parso eccessivamente interessato, almeno secondo quanto ci racconta il suo proprietario, la collezione potrebbe finire a Roma e arricchire così il complesso museale della capitale. Inutile spiegare chi è Chiambaretta. A Torino e fuori Torino, chiunque si occupi di fotografia e di cinema con competenza lo conosce molto bene, e lo stima. Oltre alla notevole raccolta delle macchine fotografiche, comprensiva di una seconda dedicata a quelle cinematografiche dantan, possiede un ricco archivio storico di fotografie, che gli ha consentito e gli consente di pubblicare diversi volumi che raccontano per immagini le trasformazioni di Torino e dei torinesi dallOttocento ai giorni nostri. Se il cinema e anche le foto sono sogno, o unaltra realtà, più segreta e oscura di quella «vera», allora Chiambaretta è un Uomo dei Sogni. Lo è al punto che, qualche mese orsono, si è inventato un piccolo museo del cinema e del precinema (lanterne magiche, visori per vedute stereoscopiche e svariate meraviglie del possibile e dellimpossibile) per gli studenti della scuola media «Giovanni Verga», che si trova in via Pesaro, nella zona nord della città. In unaula messa a disposizione dallistituto, e nella connessa sala di proiezione, i ragazzi e le ragazze di oggi, della «Verga» e delle altre scuole cittadine, si immergono nel tempo favoloso in cui Torino poteva vantarsi di essere la capitale del cinema. Era il mondo di Cabiria e di Maciste Alpino, dellItala Film e della F.E.R.T., degli effetti speciali di Segundo De Chomon e dei soggetti di Gabriele dAnnunzio e di Guido Gozzano, di divi come Lidya Quaranta e Bartolomeo Pagano. La mostra permanente allestita dallUomo dei Sogni narra tutto ciò attraverso lesposizione di macchine da presa e da proiezione rarissime, di locandine, di materiali di scena e di tante diavolerie dei pionieri della cinematografia. Ma è il Museo delle macchine fotografiche che ha il posto principale nel cuore e nellanima di monsù Chiambaretta. Lo ha costruito lui, con la sua intelligenza, con la sua passione, con le sue mani di abile tecnico, valente restauratore e ricostruttore. Parte con la camera oscura per disegnare e la dagherrotipia, avanza a colpi di collodio umido e di gelatina al bromuro dargento. Sinvola con la stereoscopia e le fotocamere marca Garofani, Werner e King Rochester, Zeiss, Goerz, Voiglander, Leica, Rollei, Lamberti e Garbagnati, Fiamma e Ingranditore Siluro. Approda tra uno spazio per la Sindone e un altro per i ritratti eseguiti da fotografi italiani, le Ferrania e le Agfa, le Kodak, le Polaroid, le sale da posa degli anni Venti, Trenta, Cinquanta. È tutto lì, immagazzinato, pronto e ordinato con cura meticolosa e con perizia. Possibile che a Torino non interessi a nessuno?
PIEMONTE - una raccolta privata di materiali cinematografici: ma nessuno la vuole
Sergio Chiambaretta, un collezionista di macchine fotografiche e cineprese, ha creato un museo storico a Torino. La collezione, che comprende circa 300 macchine, è stata costruita tra il 1845 e il 1960 e include accessori e oggetti di restauro. Il museo è stato allestito per gli studenti della scuola media Verga, ma non sembra essere stato accettato dal Comune di Torino. Chiambaretta ha anche pubblicato diversi volumi di fotografie storiche di Torino e ha creato un archivio storico. Il suo lavoro è stato riconosciuto e apprezzato da chiunque si occupi di fotografia e cinema.
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