IL NUOVO PIANO ALIENAZIONI. Palazzo Trissino cerca di fare cassa per dare finanziare le grandi opere pubbliche Sarebbe allo studio la cessione di porzioni di Pp6 e Pp7 in viale Mazzini In via Torino l'edificio dell'ufficio del lavoro potrebbe fruttare 4,5 milioni Recenti normative consentono una valorizzazione urbanistica più agile Parola d'ordine: vendere. Alienare gli immobili e valorizzare superfici inutilizzate è la via maestra che la giunta Variati intende imboccare per superare un periodo di vacche magre che più magre non si può. Da giorni i settori del Patrimonio e dell'Urbanistica stanno studiando la mappa delle proprietà comunali per elaborare un nuovo piano alienazioni che frutti alle casse comunali i milioni di euro necessari a dare ossigeno alle opere pubbliche. La lente di ingrandimento sta mettendo a fuoco le aree d'oro di viale Mazzini e lo stabile di via Torino in cui è attivo l'ufficio del lavoro. CAMBIO DI MARCIA. Il primo obiettivo della giunta è invertire l'inerzia del passato: gli ultimi programmi di dismissioni non hanno fruttato che una manciata di euro. L'assenza di entrate cospicue ha determinato l'azzeramento della voce "ricavi" nel bilancio comunale. La conseguenza è stata che si è impoverito il piano delle opere pubbliche, limitato alla contrazione di mutui con la Cassa depositi e prestiti, e alla caccia di contributi esterni, come quelli della Fondazione Cariverona. La giunta Variati deve, però, fare i conti con una doppia controindicazione: da un lato lo sconquasso borsistico rischia di frenare la capacità di assegnare finanziamenti garantita fino a ieri da enti come la Fondazione; dall'altro, i nuovi limiti del patto di stabilità imposto dalla Finanziaria statale ai bilanci comunali circoscrivono il monte mutui contraibile a non più di 8,5 milioni di euro. LA LEGGE. Per uscire dalle sabbie mobili di un bilancio asfittico, la giunta sta cercando di puntare sull'alienazione di alcuni immobili strategici. Le riunioni si susseguono. Il vertice più importante è in programma la prossima settimana, quando si discuterà delle prospettive offerte dall'art. 58 del decreto legge 112 del 2008 dal titolo "ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Comuni ed altri enti locali". Secondo l'interpretazione più diffusa, l'approvazione del piano alienazioni può contenere anche trasformazioni urbanistiche senza dover passare attraverso il Pat. In questo modo la procedura verrebbe snellita, ma rischia di mutare in oro anche i relitti stradali finiti nel dimenticatoio. AREE D'ORO. Nelle ultime riunioni di giunta l'attenzione si è fissata sulla possibilità di valorizzare le cosiddette aree d'oro di viale Mazzini, classificate nel piano regolatore come Pp7 (oggi adibito a grande parcheggio) e Pp6 (l'area in cui sorge il nuovo teatro). All'operazione stanno lavorando di concerto gli assessori Antonio Marco Dalla Pozza (patrimonio) e Francesca Lazzari (sviluppo del territorio). A queste aree potrebbe aggiungersi anche l'alienazione di immobili come l'edificio di via Torino che ospita l'ufficio del lavoro: se si troverà l'accordo con la Provincia, dalla cessione il Comune potrebbe ricavare 4,5 milioni di euro.
VICENZA - Il Comune vuole vendere "Aree d'oro" nel mirino
La giunta Variati sta studiando un nuovo piano alienazioni per dare finanziamenti alle opere pubbliche. Il piano prevede la cessione di porzioni di Pp6 e Pp7 in viale Mazzini e l'alienazione di immobili come l'edificio di via Torino che ospita l'ufficio del lavoro. La giunta vuole invertire l'inerzia del passato e fruttare i milioni di euro necessari per dare ossigeno alle opere pubbliche. Il piano alienazioni potrebbe contenere anche trasformazioni urbanistiche senza dover passare attraverso il Pat. La giunta sta lavorando di concerto con gli assessori Dalla Pozza e Lazzari per valorizzare le aree d'oro di viale Mazzini.
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