ROMA. L'ipotesi del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, di una riforma integrale degli Enti Lirici, con la Scala di Milano e Santa cecilia a Roma "favorite" dal Fus e un impegno maggiore degli enti territoriali, soci fondatori di tutte le altre Fondazioni, continua a far discutere. Dopo i sovrintendenti, ieri è stata la volta dei sindaci a scendere in campo. Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, lancia l'allarme. Bisogna «affrontare presto, e insieme, la situazione economica dei teatri lirici, che si è fatta molto pesante». Domenici fa sapere di aver inviato una lettera ai sindaci delle città sede di fondazioni lirico sinfoniche, all'indomani dell'ipotesi avanzata dal ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, di impegnare il Fus solo per la Scala a Milano e Santa Cecilia a Roma. Domenici chiede anche una legge ad hoc per tutelare e valorizzare il Maggio musicale fiorentino e gira la proposta a tutti i parlamentari eletti a Firenze, ai quali il sindaco scrive per fissare un incontro in cui discutere e condividere l'idea. Nella lettera Domenici, dopo aver rilevato la «fase estremamente critica e di grande incertezza» che le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane stanno attraversando, sottolinea come il Teatro del Maggio musicale fiorentino sia un «patrimonio culturale di eccezionale prestigio non solo della città di Firenze ma dell'intero Paese, che rappresenta con la sua grande tradizione uno degli elementi fondamentali della storia del teatro musicale del Novecento, e organizza fin dal 1933 il più antico ed importante Festival d'Italia, riconosciuto sia in Italia che a livello internazionale, tanto da poter annoverare fra le sue eccellenze un direttore principale quale Zubin Mehta e la collaborazione continuativa di un grande maestro come Riccardo Muti, che considerano le sue masse artistiche le migliori in campo nazionale». Il ministro Bondi ieri ha contattato telefonicamente il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che aveva espresso «grandissima preoccupazione» per le dichiarazioni del ministro sul fondo per lo spettacolo, comunicandogli l'intenzione di convocare rapidamente una riunione con sindaci e sovrintendenti per affrontare il tema del futuro degli enti lirici e teatrali. Bondi ha risposto poi, polemicamente, anche al sindaco di Firenze Domenici: «Ha ragione chi ha ricordato che nel dibattito tra maggioranza e opposizione e di conseguenza nel discorso pubblico in Italia la realtà non riesce ad avere alcun peso: contano solo le opinioni e i fatti zero».