Scala e Santa Cecilia privilegiati, rivolta dei sindaci Vincenzi: "Mi ha detto di essere stato frainteso, quelle sono eccellenze ma le altre realtà non saranno dimenticate" La rivolta dei sindaci e dei teatri dellopera hanno convinto il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi a una precipitosa retromarcia sul finanziamento alla musica lirica e sinfonica. Bondi aveva annunciato che avrebbe privilegiato nella distribuzione dei fondi dello spettacolo la Scala di Milano e lAccademia di Santa Cecilia di Roma. Apriti cielo: i sindaci dei comuni sedi di teatri lirici, singolarmente e attraverso la loro associazione Anci, si sono rivoltati. Ieri Bondi, informa il sindaco di Genova Marta Vincenzi, «mi ha telefonato e ha detto di essere stato frainteso. Con le sue parole intendeva sottolineare che esistono due particolari realtà della musica italiana, due punte deccellenza, alle quali occorre provvedere in maniera specifica, senza tuttavia dimenticare le altre». Nel corso della telefonata, secondo quanto riferisce la Vincenzi, il ministro «ha inoltre aggiunto che è sua intenzione predisporre al più presto un tavolo di confronto con i sindaci interessati per affrontare gli annosi problemi delle fondazioni liriche, tra le quali il Teatro Carlo Felice, che rivestono un ruolo fondamentale nella produzione culturale del Paese». Un chiarimento che ha soddisfatto il sindaco di Genova: «Ho apprezzato il gesto del ministro ï ha detto la Vincenzi ï, condivido la necessità di affrontare organicamente il nodo delle Fondazioni liriche e mi sono detta disponibile ad un incontro da fissare il più presto possibile». In mattinata era stato Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dellAnci, a scrivere una lettera preoccupata ai sindaci delle città sede di fondazioni lirico-sinfoniche.