BENI CULTURALI E intanto è sospeso il concorso degli archeologi Se l'Italia della scuola e dell'università piange, molti che si occupano del patrimonio artistico certo non ridono. Intanto gli orari pomeridiani nei grandi musei- sudata conquista di oltre una decina d'anni fa a firma principalmente dell'allora ministro dei Beni culturali Veltroni - non sono più una certezza. Il tutto mentre il Tar del Lazio ha sospeso il concorso per dieci soprintendenti archeologi: il tribunale amministrativo ha accolto dei ricorsi di archeologi esclusi ed esaminerà la faccenda a metà dicembre con i diretti interessati. Questa è una delle gare programmate dal governo Prodi che il ministero - meritoriamente - non ha lasciato impantanare con il cambio a Palazzo Chigi come sovente accade in Italia. Un concorso con 150 partecipanti, una trentina ammessi all'orale, meno di venti i «promossi», ma sul cui svolgimento vuol vedere più chiaro il Tar del Lazio, mentre quello della Liguria deva valutare un altro ricorso. Né rincuora sentire parlare Nicola Spinosa, soprintendente del Polo museale di Napoli, di «grossi rischi»: «I nostri musei non possono più restare aperti il pomeriggio ma dovremo chiuderli alle 14, non «avremo l'opportunità di saldare i debiti, di pulire e custodire i musei». Se spera in Tremonti... ste.mi.