Cesare Pambianchi Dobbiamo prendere atto di un gravissimo calo dei consumi e di un eccesso di offerta. La grande distribuzione ha registrato un meno 4 nelle vendite «Sono perfettamente daccordo con la proposta dellassessore regionale allAgricoltura, Daniela Valentini: basta con i centri commerciali, costruiamo case popolari su quelle cubature». Il via libera al piano dellassessore arriva dal presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, che sollecita, daccordo con la Valentini, «limmediata costituzione di un tavolo con i costruttori e tutte le associazioni di categoria per dar corso a questo progetto». Lidea piace anche allassessore comunale allUrbanistica, Marco Corsini. «E unipotesi percorribile e verificabile», dice allindomani dellapprovazione in giunta del suo bando per la ricerca di nuove aree destinate alledilizia sociale nellAgro Romano e nel verde pubblico. «I miei uffici hanno avuto limput di lavorarci - aggiunge - Già nella memoria di giunta dellagosto scorso si parlava della riconversione dal non residenziale al residenziale, ed io pensavo proprio alle cubature commerciali». Dopo tutte le critiche di ambientalisti e istituzioni, Corsini assicura che prima di toccare lAgro Romano verranno praticate tutte le possibilità offerte dal piano regolatore. «Bisogna lavorare sul recupero delle aree e degli edifici dismessi, che potrebbero garantire alloggi con spese contenute», interviene Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil di Roma e Lazio. Per salvare lAgro Romano, lassessore Valentini ha proposto di convertire in edilizia popolare i circa 500 mila metri quadrati, pari ad un milione e mezzo di metri cubi, destinati alla grande distribuzione dalle tabelle regionali, per un totale di 5.000 alloggi. «Lidea della Valentini è buona e va praticata per rispondere allemergenza», dichiara Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa. «Assolutamente daccordo - ribadisce Pambianchi - la situazione attuale impone unampia riflessione sulle previsioni di cubature commerciali. Oggi dobbiamo prendere atto di una crisi di consumi gravissima e di un eccesso di offerta rispetto alle possibilità dei consumatori». Secondo la Confcommercio di Roma, rispetto allo scorso anno la grande distribuzione ha registrato un calo del 4. Il dato finale di - 2,4 nei consumi è stato prodotto dalla risalita dei negozi sotto casa, dove si va a comprare un numero contenuto di prodotti. Ancora Pambianchi: «E avvenuto un fatto sociale importante. La maggior parte dei centri commerciali sono sorti a Roma Est, oltre il raccordo anulare. Qui ci sono periferie molto popolose, ma anche con famiglie a basso reddito, che in tempo di crisi smettono di spendere al centro commerciale». Intanto, continua la polemica sulluso dellAgro Romano per ledilizia sociale. «Agli inviti di Alemanno risponderemo con una legge che impedirà definitivamente la cementificazione dellAgro Romano - annuncia Enrico Fontana, capogruppo dei Verdi alla Regione - Altre sono le strade per affrontare e risolvere lemergenza, a cominciare dallutilizzo di aree industriali abbandonate, edifici pubblici in disuso, promozione dellaffitto sociale e corretta gestione del patrimonio pubblico».
LAZIO - "Centri commerciali in crisi è giusto trasformarli in case"
Il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, sostiene che la grande distribuzione ha registrato un calo del 4% nelle vendite. Pambianchi propone di costruire case popolari su cubature commerciali. Lidea è stata accolta dallassessore regionale allAgricoltura, Daniela Valentini, e dallassessore comunale allUrbanistica, Marco Corsini. Il piano prevede la costituzione di un tavolo con i costruttori e le associazioni di categoria per dare corso al progetto. Lidea è stata anche appoggiata dal segretario generale Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino.
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