Attesa per oggi la firma di Berlusconi al decreto Parte la variante urbanistica su due milioni di metri quadri dopo il 2015 Nel cda della società speciale Bracco presidente, Glisenti, Provasoli, Sciumè, Castellani Sei mesi e mezzo dopo la vittoria, Letizia Moratti questa volta ci spera davvero: oggi Silvio Berlusconi potrebbe mettere linfinitamente attesa firma al decreto che costituisce la società speciale per lExpo. E dunque dare il via alle danze per progetti e cantieri. Da Roma sono arrivate rassicurazioni. Le inchiodate dellultimo minuto, però, sono state troppe per non essere prudenti ed escludere ulteriori rinvii. Quello che conta per il sindaco è che laccordo cè: Diana Bracco presidente della newco Soge, il cda a cinque (Bracco per Tesoro e Camera di commercio, Paolo Glisenti per il Comune, Paolo Sciumè per la Regione, Angelo Provasoli per il Tesoro e Valentino Castellani per la Provincia, ma solo se il presidente Penati deciderà di entrare nella società), il sindaco-commissario, un tavolo regionale per le infrastrutture in mano a Formigoni, un Comitato di pianificazione e controllo con esponenti del governo e degli enti locali ma anche del presidente dellUnione delle province lombarde Leonardo Carioni, per premiare la Lega. Un parto difficilissimo, nel giorno in cui Letizia Moratti apre il "Festival internazionale dellalimentazione" in programma fino a mercoledì. Ma anche un compromesso arrivato con il bilancino dopo liti furibonde per soddisfare tutti nel centrodestra. Questo sarebbe il tanto atteso decreto per lExpo, su quel 2015 su cui il sindaco ieri ha assicurato che riferirà in consiglio comunale a inizio novembre. La speranza che oggi arrivi il timbro formale allaccordo, con la firma del decreto, potrebbe però andare ancora frustrata. Ma resta che Letizia Moratti e Roberto Formigoni, i grandi duellanti, hanno da tempo deciso un armistizio. E lo si vedrà non a caso oggi: in contemporanea sia la giunta comunale che quella regionale questa mattina approveranno due delibere per far partire liter urbanistico che dovrà ridisegnare il futuro di oltre due milioni di metri quadrati a Rho-Pero e Cascina Merlata. Per il 2015, ma soprattutto dopo che i padiglioni saranno smontati. In ballo, dunque, cè una delle domande fondamentali delloperazione: quale eredità lascerà lEsposizione universale? I documenti che oggi saranno votati dagli esecutivi di Palazzo Marino e Pirellone tecnicamente sono lavvio dellaccordo di programma per arrivare alla maxi-variante urbanistica. Sostanzialmente si dovrà decidere, mettendo insieme gli enti locali (compresi Provincia e Comuni della zona), quali servizi dovranno esserci (dai trasporti ai parcheggi, dal verde agli alberghi), quali funzioni e in quali quote (residenziale o terziario). E su tutto, quanto cemento si potrà costruire prima e tanto più dopo lExpo a Rho-Pero, accanto alla Fiera attuale e nella contigua Cascina Merlata. Su aree che in buona parte appartengono a soggetti privati (dalla Fondazione Fiera al gruppo Cabassi a Euromilano). La procedura dellaccordo di programma è molto lunga, e doveva già partire mesi fa perché è lelemento essenziale per procedere con appalti e cantieri e per mettere in gioco il business privato. Lidea logica, però, era di procedere solo dopo che la Soge fosse operativa. Ma Moratti e Formigoni hanno preso atto che non si poteva più aspettare.