È la tesi dell'ex sindaco Marcucci: non si scende da un treno in corsa Se si fa passare il tempo senza agire quando è il momento ci si ritrova con il problema e i mesi trascorsi inutilmente VIAREGGIO. Sulle casse del Comune pesano più le spese dei debiti contratti. Parola di un ex sindaco che non ha ancora dimenticato di aver avuto davanti, per molti anni settimana dopo settimana, il problema di come far quadrare i conti. Marco Marcucci è, ad oggi, un politico a riposo. Pur consultato via via dal Partito democratico, di cui è stato autorevole esponente, proprio sui temi più "caldi" di un mandato lungo dieci anni alla guida della città. Sull'operato dell'ex sindaco e della sua giunta oggi pesa l'allarme rosso lanciato dal successore, Luca Lunardini, espressione di un centrodestra subentrato con un bel carico di progetti e ambizioni che rischiano di infrangersi più dei problemi di cassa. Problemi a pagare gli stipendi, a far fronte alla spesa corrente, la scure che si è abbattuta su tutti i settori dell'amministrazione, i tagli già in vista sul bilancio 2009. Come si sia passati in sei mesi da quel «treno in corsa» di cui era solito parlare Marcucci al "profondo rosso" che toglie il sonno a Luca Lunardini, è uno dei rebus della politica cittadina. Il quadro che, in queste settimane, Marcucci ha disegnato negli incontri e nei colloqui con l'opposizione tutta non si discosta da quanto più volte illustrato mentre era in carica: la difficoltà del bilancio comunale sta nelle spese (rifiuti, per la nota vicenda Tev, sociale per l'emergenza abitativa, spese per la cultura, ecc.) di un'amministrazione che è come una macchina ordinariamente surriscaldata. Per la quale la crisi bancaria che ha colpito l'occidente è stata come la chiusura delle pompe di carburante. Perché le banche - per il Comune di Viareggio così come per tutti gli altri - sul concedere mutui ci vanno oggi con i piedi di piombo. Le alienazioni. Marcucci, però, è tornato a ricordarlo di recente: l'impostazione della sua amministrazione contava sul progetto complessivo delle alienazioni. Con il ricavato il Comune avrebbe pagato la parte corrente dei nuovi investimenti e avrebbe rimborsato la parte capitale degli investimenti già fatti. Una scelta che Marco Marcucci ha difeso fino in fondo, contrastato a sinistra ma anche all'interno dei partiti della maggioranza, come «necessaria» per un Comune come Viareggio il cui bilancio ha due problemi indicati come «strutturali»: una spesa per i mutui contratti che solo tra 3-4 anni andrà a scendere in maniera sostanziale e un Regolamento urbanistico - è la tesi difesa - non approvato. Mercato ittico. La prima delle alienazioni in programma - basta guardare i documenti di sei mesi fa - era l'alienazione dell'intera area del Mercato ittico, per la quale c'erano finanziamenti regionali disponibili (2 milioni e mezzo per il nuovo mercato del pesce). In una delle ultime giunte, secondo radio-Municipio, vi sarebbe stato un confronto molto serrato tra l'assessore al bilancio, Francesca Pardini, e l'assessore al porto, Alberto Benincasa. Quest'ultimo non fa mistero del fatto che il mercato ittico andrebbe trasferito nella struttura in zona Comparini tristemente famosa per non aver visto sorgere l'atteso mercato dei fiori. Un'operazione, quella dell'ittico, che avrebbe dovuto portare nelle casse del Comune 17 milioni di euro: come si dice, non sono bruscolini. Una volta superati alcuni scogli spuntati cammin facendo, dal ritardo nella rimozione della cabina elettrica sull'area già ceduta a Perini (5 milioni) alla costruzione del nuovo mercato del pesce che deve avvenire contestualmente all'alienazione di quello vecchio, ma forse no come dimostra la strada intrapresa dal Comune di Livorno proprio in queste settimane. Senza contare lo sviluppo del porto, legato a stretto giro alla concertazione con la Regione, la cui tabella di marcia è dettata da un Piano regolatore per il quale da mesi si va parlando di inadeguatezza e necessità di revisione. Treno in corsa. Certo è che - questa la riflessione rimbalzata dal "buen retiro" di Marignana fino ai banchi dell'opposizione - «se c'è un problema va risolto nell'immediato, costi il tempo che costi. Altrimenti, quando te lo ritrovi, c'è il peso del problema aperto insieme a quello del tempo che è trascorso». I tempi delle alienazioni, sembra di capire, sono segnati da una tabella di marcia precisa. Derogare significa far andare definitivamente fuori giri una macchina surriscaldata. Specie se vie di uscite non se ne vedono, stritolati tra i costi imposti da Tev allo smaltimento dei rifiuti e i 10 milioni di euro che dovrebbe entrare in cassa da una società idrica con l'acqua alla gola. Insomma - è la tesi proposta - saltare dal treno in corsa per prenderne un altro al volo si può, a parte di essere stuntman e sapere quel che far in caso di caduta. Caso Patrimoniale. Vendita della Passeggiata difesa a spada tratta dall'esperto incaricato dalla giunta di sbrogliare la matassa creata dall'indagine della guardia di finanza. Ma contestualmente bloccata per la cifra restante, già prevista in bilancio. Ogni amministrazione decide per quello che ritiene il meglio, «ma ogni scelta, poi, porta a delle conseguenze».
TOSCANA - VIAREGGIO: Bilancio, senza alienazioni non si può
L'ex sindaco di Viareggio, Marcucci, sostiene che il Comune è in una situazione critica finanziaria, con spese elevate e debiti contratti. Secondo lui, il problema è che l'amministrazione non ha agito tempestivamente per risolvere i problemi, e ora si trova con un bilancio in difficoltà. Marcucci ricorda che la sua amministrazione aveva un piano di alienazioni per risolvere il problema dei debiti, ma non è stato seguito. Oggi, il Comune è costretto a prendere misure drastiche, come la vendita di beni pubblici, per cercare di risolvere il problema finanziario. L'ex sindaco sostiene che le misure adottate sono necessarie per evitare che il problema si aggravhi ulteriormente.
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