Nessuna intesa sulla buonuscita, e la Vincenzi spara contro il governo Il sindaco: "Il ministro Bondi nei finanziamenti si è ricordato solo della Scala" Non cè davvero pace per il Carlo Felice. Neppure la presenza del commissario straordinario Giuseppe Ferrazza è riuscita a riportare quella serenità auspicata dal sindaco Marta Vincenzi. Nelle vesti di presidente della Fondazione la Vincenzi aveva deciso di "dimissionare" il consiglio damministrazione e di chiedere il commissariamento. Aveva assicurato che un accordo con il sovrintendente Gennaro Di Benedetto sarebbe stato trovato e che questi avrebbe offerto spontaneamente le proprie dimissioni. Niente di tutto ciò. Anzi, Di Benedetto ha iniziato ufficialmente la causa per il riconoscimento del contratto che lo lega ancora al Carlo Felice. Allex sovrintendente, infatti, il contratto era stato rinnovato dallallora sindaco Giuseppe Pericu alla vigilia delle elezioni amministrative dello scorso anno. Dunque per altri due anni Di Benedetto è legato al Carlo Felice e - sostengono i suoi avvocati - il commissariamento non annulla il suo contratto. Per la verità sono mesi che si tenta inutilmente di trovare un accordo soddisfacente tra Di Benedetto e la Fondazione. Ma i ripetuti incontri tra la Vincenzi e lallora sovrintendente non sono valsi a identificare un terreno comune di intesa. Il problema principale è naturalmente quello economico: di cifre precise ovviamente non si parla, ma è certo che Di Benedetto vanta nei confronti del Carlo Felice, a fronte del suo allontanamento, alcune centinaia di migliaia di euro. Sullentità di una buonuscita si è tentato di arrivare a una decisione condivisa, ma è stato impossibile. Per il sindaco la difficoltà di un accordo con Di Benedetto è anche dordine politico: come giustificare un esborso straordinario di quelle dimensioni di fronte a una situazione finanziaria delicatissima? Per questo la Vincenzi ha lasciato la patata bollente nelle mani del commissario straordinario Ferrazza. Ma neppure il suo intervento è servito a dirimere la questione. A questo punto, dunque, Di Benedetto ha dato mandato ai suoi legali di intraprendere unazione giudiziaria. Allo stadio attuale la causa è ferma al punto iniziale, al "tentativo obbligatorio di conciliazione", in cui le parti hanno due mesi di tempo per tentare di arrivare a un accordo. Ma visti i precedenti è davvero difficile che quello che non si è potuto fare in mesi di tentativi si riesca ad ottenere nel giro di sessanta giorni. Per cui lazione giudiziaria ha molte possibilità di proseguire e di arrivare a giudizio. Di Benedetto, raggiunto telefonicamente, ha preferito evitare qualsiasi commento sulla vicenda. Come se non bastassero tutti questi problemi a gettare ombre sul Carlo Felice, ora tocca anche al ministro dello Spettacolo Sandro Bondi, lanciare affermazioni che suonano come minacce sul futuro del teatro dellopera genovese. In un convegno a Roma Bondi ha proposto di destinare «il grosso delle risorse» alla Scala e allAccademia di Santa Cecilia. Una frase che ha scatenato lira del sindaco Vincenzi. «Mi unisco alle critiche mosse dal presidente dellAnci Leonardo Domenici - dice la Vincenzi - Invito il ministro alla prima de "I Capuleti e i Montecchi" di Bellini, il prossimo 24 ottobre. Si accorgerà che esistono altri centri lirici di eccellenza nel nostro Paese, oltre alla Scala e allAccademia di santa Cecilia».